Pd, il congresso prosegue in tribunale

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Pd, il congresso prosegue in tribunale

"L'assemblea deve essere un momento di discussione e di chiarezza, ma anche di unità". E' vero che nel caso il passo è agevole, dalla sede del Pd a piazza d'Armi si tratta semplicemente di attraversare la strada, ma il ricorso alla giustizia per verificare la legittimità di un congresso è un fatto piuttosto grave, che certifica il fallimento della capacità politica dei propri dirigenti.

La maggioranza dem ha fatto il punto per definire la strategia da portare in assemblea domani. Nessuno dei big calabresi, neanche il segretario uscente Ernesto Magorno, parla più di congresso regionale dopo l'enfasi con la quale è stata fissata la data del 23 giugno per le primarie. Questo scenario, in cui le due principali fazioni del PD arrivano allo scontro diretto, è quello che su giornali spesso viene definito "andare alla conta" e che molti considerano la situazione peggiore in cui potrebbe trovarsi il PD. Per farlo serve un segretario eletto in assemblea, nel pieno dei poteri. Le posizioni, al momento, restano cristallizzate tra la linea dei renziani per il congresso in autunno (senza eleggere un segretario) e quella del fronte che schiera Franceschini, Orlando, Gentiloni e Zingaretti a sostegno della proposta dell'attuale reggente: l'assemblea di sabato all'Ergife elegga Martina segretario e sia lui a guidare la fase congressuale. Andrea Orlando giudica "strampalata" l'idea di dividere il partito su chi "deve fare il segretario per pochi mesi".

Roma, 17 mag. (AdnKronos) - "La proposta Martina a me sembra ragionevole e condivisibile". Il Partito Democratico non si rassegna a questo scenario - sottolinea -.

"Quello che per decine di realtà associative, del volontariato, sportive e politiche è da anni una semplice e rapida formalità, per la Lega del nuovo corso a guida Gambini è una ardua ed ostica battaglia, conclusasi positivamente solo grazie ad una strenua lotta, intrapresa con sprezzo del pericolo e impiego di ingenti risorse". Questo significa che in caso di elezioni anticipate Orfini avrebbe buona probabilità di essere incaricato di redigere le liste dei candidati del partito, un ruolo molto importante e ambito (in quel caso però ci saranno probabilmente molte trattative e divisioni su come gestire le candidature, dato che Orfini non avrebbe un mandato particolarmente forte).

Intanto Martina, impegnato oggi in campagna elettorale in Val d'Aosta, a chi gli chiede se ci sia un rischio di scissione nel Pd ribatte.

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