Ospedale Molinette, trapianto di rene eseguito su un paziente sveglio


Ospedale Molinette, trapianto di rene eseguito su un paziente sveglio

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Ospedale Molinette, trapianto di rene eseguito su un paziente sveglio

Un trapianto di rene su un paziente sveglio di 40 anni, affetto dalla sindrome di Prune-Belly, una malattia rara congenita, è stato effettuato all'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino.

Nonostante le malattie rare rappresentino il 6-8% della popolazione europea, negli ultimi dieci anni presso l'ospedale Molinette di Torino sono state trapiantate di rene circa 250 persone affette da malattie rare non glomerulari negli utlimi dieci anni.

Il quarantenne è affetto infatti dalla sindrome di Prune-Belly, che abbina ulteriori complicanze alla malattia renale cronica, come un'assenza di muscoli nella parte addominale, svariate anomalie alle vie urinarie e possibili malformazioni toraciche che possono determinare un'insufficienza respiratoria.

Un trapianto di rene è stato eseguito senza anestesia generale all'ospedale Molinette di Torino. L'incidenza di questa patologia, che riguarda in particolare il sesso maschile (97%), è stimata da uno ogni 35 mila a 1 ogni 50 mila nati vivi.

L'insufficienza renale cronica porta alla necessità di dialisi e alla valutazione della fattibilità di un trapianto di rene: una vera sfida dal punto di vista chirurgico, dato il quadro addominale e urologico.

L'unica possibilità era quindi di ricorrere ad una anestesia combinata peridurale e spinale, a paziente sveglio. L'eccezionalità e l'estrema difficoltà di questo tipo di anestesia per le anomalie della colonna vertebrale e la complessità chirurgica addominale e urologica del paziente hanno portato a un intervento durato quasi 5 ore.

L'anestesista che ha perfezionato questa tecnica e permesso di mantenere il paziente in anestesia spinale per tutto questo tempo è il dottor Fabio Gobbi, dell'équipe diretta dal dottor Pier Paolo Donadio.

L'intervento è perfettamente riuscito e ora il paziente è stato spostato presso il reparto di Nefrologia universitaria del professor Luigi Biancone, in attesa della riabilitazione e della successiva dimissione. Un effetto determinato anche dalle competenze e dall'esperienza di fondo della struttura ospedaliera piemontese nella gestione di questo tipo di patologie.

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