Ordini medici bocciano l'omeopatia: "solo un placebo"

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Ordini medici bocciano l'omeopatia:

"Il Consiglio Nazionale del 24 marzo 2018 - si legge - ha accolto la richiesta del presidente Anelli di istituire una commissione che riveda la posizione della Fnomceo in tema di omeopatia". Lo afferma la Federazione degli ordini dei medici.

"Sebbene vi siano pubblicazioni di vari studi, allo stato attuale non esistono prove scientifiche né plausibilità biologica che dimostrino la fondatezza delle teorie omeopatiche secondo i canoni classici della ricerca scientifica", spiega l'autore del docunemento, il dottor Salvo Di Grazia.

"D'altra parte sarebbero numerose le testimonianze personali che riferiscono di successi terapeutici dovuti all'omeopatia, ma questi potrebbero essere facilmente spiegabili con l'effetto placebo, con il normale decorso della malattia o con l'aspettativa del paziente".

L'omeopatia non ha alcuna base scientifica e gli effetti riportati da chi la usa sono con buona probabilità dovuti all'effetto placebo.

L'effetto placebo spiegherebbe il fatto che ci siano persone sicure di aver tratto benefici dall'utilizzo dell'omeopatia: si tratta, spiega la scheda, di un effetto "conosciuto da tempo", che "ha una base neurofisiologica nota e funziona anche su animali e bambini, ma il suo uso in terapia è eticamente discutibile e oggetto di dibattito". "Peraltro - precisano le sigle che rappresentano sia professionisti iscritti all'albo dei medici che esperti in medicine complementari e omeopatia - la pagina sull'omeopatia del sito 'dottoremaeveroche.it' è stata redatta da sedicenti esperti che in realtà non hanno alcuna esperienza in medicine complementari, come si evince anche dalla bibliografia di riferimento, risibile e già ampiamente screditata in passato". Norma il cui intento e fondamento non starebbe ad attribuire alla pratica omeopatica una qualche base scientifica ma come doppia garanzia nei confronti del paziente. Da un lato, infatti, questo può praticare il proprio diritto alla libertà di scelta terapeutica e, dall'altro, si garantisce un uso integrativo e limitato alla cura di disturbi poco gravi e autolimitanti, evitando così il rischio di una diagnosi più tarda e una somministrazione di cure più efficaci al cui il paziente preferisce sottrarsi spesso per pigrizia o per paura. "L'omeopatia costituisce atto sanitario. È attività riservata perché di esclusiva competenza e responsabilità professionale del medico chirurgo, dell'odontoiatra, del veterinario e del farmacista, ciascuno per le rispettive competenze", inoltre "l'omeopatia è considerata sistema di diagnosi, di cura e prevenzione che affiancano la medicina ufficiale avendo come scopo comune la promozione e la tutela della salute, la cura e la riabilitazione".

Al punto che in Italia è stato inserito un articolo nel codice deontologico medico dedicato a "Sistemi e metodi di prevenzione, diagnosi e cura non convenzionali". Inoltre l'omeopatia è contraria "alle leggi della fisica e della chimica" e può essere praticata "solo da medici chirurghi abilitati alla professione. Il medico non deve collaborare né favorire l'esercizio di terzi non medici nelle discipline non convenzionali riconosciute quali attività esclusive e riservate alla professione medica".

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