"L'aborto prima causa di femminicidio": i manifesti choc a Roma, ecco perché

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Per tale occasione è prevista sabato 19 maggio una manifestazione, la Marcia per la Vita, in piazza della Repubblica.

Filippo Savarese, direttore delle Campagne di CitizenGO Italia, afferma nella nota che "negli ultimi anni le istituzioni hanno denunciato con sempre maggior forza il fenomeno dei 'femminicidi' e della violenza sulle donne, ma ci si dimentica di dire che la prima causa di morte per milioni di bambine (così come di bambini) nel mondo è l'aborto, che provoca anche gravissime conseguenze psicologiche e fisiche per le donne che lo praticano".

"Questa mattina Roma si è svegliata nuovamente invasa da manifesti offensivi per tutte le donne, soprattutto per quelle che hanno conosciuto l'esperienza difficile dell'aborto o della violenza".

Via Twitter invece sempre CitizenGo ha postato: "ABORTO È LA PRIMA CAUSA DI FEMMINICIDIO NEL MONDO".

La campagna #stopaborto è stata promossa dalla Fondazione CitizenGo e si articola in affissioni in tutta Italia e promozioni sui social network.

"Difendere il diritto all'aborto e garantire la corretta applicazione della legge 194 deve rimanere una priorità per la nostra regione e per il paese intero affinché nessuna donna debba più ricorrere a metodi alternativi, spesso privi di igiene e tutele sanitarie". "Il manifesto comparso oggi in diversi municipi romani rappresenta l'ennesimo attacco alla libertà di scelta delle donne". Il manifesto arriva a pochi giorni dal quarantennale della legge 194, approvata il 22 maggio del 1978, che ha introdotto e disciplinato in Italia l'interruzione volontaria della gravidanza. Delle verità scientifiche che evidentemente hanno dato molto fastidio agli intolleranti del politicamente corretto, con in testa Monica Cirinnà, che evidentemente non sopporta che le donne siano informate. Rimuovere un manifesto non costringerà al silenzio chi crede nella vita e che, proprio in nome delle donne, vuole che sull'aborto non si taccia.

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