Istat, un milione di famiglie senza lavoro: raddoppiate in 10 anni

Share

Istat, un milione di famiglie senza lavoro: raddoppiate in 10 anni

Lo ha sottolineato il presidente dell'Istat, Giorgio Alleva, nel corso dell'audizione sul Def. "Di queste", - ha proseguito - più della metà (il 56,1%) è residente nel Mezzogiorno. L'incidenza di queste famiglie e' decisamente piu' bassa al Nord (circa 2 ogni 100, rispetto a 7 su 100 nel Mezzogiorno).

Il sito ansa.it, ha riportato le parole di Giorgio Alleva, presidente dell'Istat, che ha fornito i dati nell'audizione sul Def. Secondo quanto affermato da Alleva, la povertà assoluta interessa circa 5 milioni di individui, che equivalgono all'8,3 % della popolazione.

"La restante parte deriva dal peggioramento della capacità di spesa di molte famiglie che sono scese sotto la soglia di povertà". Nel 2017 le persone in povertà assoluta sono circa 5 milioni, distribuiti in 1,1 milioni di famiglie.

In 4 famiglie su 100 non si percepiva alcun reddito di lavoro, il doppio rispetto al 2008, anno in cui l'incidenza era di circa 535 mila famiglie. "Nel complesso si stima un leggero miglioramento rispetto al 2016 (15mila in meno), ma la situazione al Sud è in peggioramento (13mila in più)". Dal punto di vista territoriale, i dati provvisori mostrano aumenti nel Mezzogiorno e nel Nord, e una diminuzione al Centro. "L'aumento delle famiglie in povertà assoluta è sintesi di una diminuzione in quelle in cui la persona di riferimento è occupata, e di un aumento in quelle in altra condizione", aggiunge l'Istat.

Alleva ha poi parlato del rischio dazi e di quelle che sarebbero le ricadute economiche. Secondo stime preliminari, le famiglie in povertà assoluta sarebbero 1,8 milioni (6,9%), con una crescita di 6 decimi rispetto al 6,3% del 2016, mentre nel 2008 era al 4%. "La dinamica più contenuta degli scambi internazionali influirebbe negativamente sulla crescita complessiva del sistema economico, determinando una diminuzione del Pil di 0,3 punti percentuali rispetto allo scenario base". Ad aprile, infatti, sembrano confermarsi i "segnali di decelerazione, che prospettano uno scenario di minore intensità della crescita".

"Le esportazioni - ha aggiunto Alleva - registrerebbero un rallentamento significativo, diminuendo di 1,1 punti, le importazioni di 0,3 punti".

Share

Pubblicità



© Molisedoc. Tutti i diritti riservati.