Istat, l'economia rallenta e la fiducia dei consumatori cala

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Istat, l'economia rallenta e la fiducia dei consumatori cala

Secondo l'istituto "si rafforzano i segnali di rallentamento delineando uno scenario di minore intensità della crescita".

Stando a questi dati, essenzialmente da ciò che si legge dalla nota ISTAT, la prospettiva futura non è delle più rosee: le aspettative sono nettamente calate nel mese di aprile, dove si è registrato un rallentamento brusco dell'economia italiana. L'indice composito del clima di fiducia delle imprese ha evidenziato un peggioramento influenzato dai giudizi negativi delle imprese del commercio mentre quelle delle costruzioni sono le uniche a fornire un quadro positivo.

Anche l'inflazione ha subito un rallentamento, che "è stato più pronunciato rispetto a quanto registrato in media nell'area dell'euro (+1,2% la crescita annua in aprile, +1,3% in marzo) e il differenziale a nostro favore si è conseguentemente ampliato". Nel settore manifatturiero il peggioramento della fiducia è attribuibile quasi interamente alla componente degli ordini. In particolare il valore aggiunto dell'industria ha segnato una variazione pressoché nulla, interrompendo il percorso di crescita degli ultimi trimestri.

Gli indicatori congiunturali dell'industria avevano già manifestato segnali di flessione però. Nei primi due mesi dell'anno sia l'indice della produzione industriale che il volume delle esportazioni erano diminuiti (-0,5% e -0,6% rispettivamente le variazioni congiunturali a febbraio rispetto al mese precedente). Tuttavia gli andamenti risultano differenziati a livello settoriale.

Mentre importante è la crescita dei settori dei trasporti (+22,4%) e industria tessile (+6,8%).

A marzo riprende la crescita dell'occupazione, trainata dal miglioramento della componente maschile (+0,6% rispetto al mese precedente), dagli indipendenti (+1,1%) e dalla classe di età 25-34 anni.

Il dato fornito dalla nota ISTAT mostra che, pur crescendo, l'occupazione italiana si mantiene al di sotto degli standard europei, così come la disoccupazione che è comunque in calo. La riduzione dell'indicatore risulta diffusa tra i settori economici e in particolare tra gli altri mezzi di trasporto (-9,5%, da +13,6%, fuori dal range del grafico) e tra gli autoveicoli (-2,1% da +6,5%) mentre l'industria tessi- le, alimentare e delle bevande hanno evidenziato una accelerazione. Nello stesso periodo l'indicatore aggregato del mercato estero ha segnato una variazione congiunturale solo leggermente positiva (+0,1% rispetto a +3,0% del trimestre precedente). Con riferimento alla media del 2017, il tasso di occupazione per la popolazione 20-64 anni era pari al 62,3% (72,2% la media europea).

A marzo infine il tasso di disoccupazione italiano è rimasto stabile all'11,0% (8,5% la media dell'area euro).

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