Iran e Turchia criticano l'ambasciata Usa a Gerusalemme

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Iran e Turchia criticano l'ambasciata Usa a Gerusalemme

Con le celebrazioni per la Giornata di Gerusalemme hanno preso il via tre giorni di tensione in Israele, in vista dello spostamento dell'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, lunedi', seguito martedi' dalle manifestazioni indette dai palestinesi per commemorare la Nakba, la 'catastrofe', che ricorda gli oltre 700mila palestinesi costretti a lasciare le proprie case dopo la nascita dello Stato ebraico nel 1948. Una mossa che da quando è stata annunciata, sei mesi fa, ha provocato forti tensioni, condannata dai palestinesi e lodata da Israele.Alla cerimonia di apertura, che coincide con il 70esimo anniversario della fondazione di Israele, non parteciperà Donald Trump che con ogni probabilità invierà un video messaggio. Disordini sono attesi al passaggio del corteo a Gerusalemme Est, dove negli scorsi anni i manifestanti hanno attaccato i negozi arabi, lanciando slogan razzisti.

Il presidente americano, Donald Trump, "è stato chiaro ed esplicito e ha rivelato la vera faccia della Crociata moderna, l'essere accomodante non funziona con loro, ma solo la resistenza attraverso la jihad", ha detto al-Zawahiri. L'ambasciata si trova all'interno del consolato nell'area residenziale di Arnona, blindata per l'occasione, a pochi passi dal kibbutz di Ramat Ramachel, alla periferia meridionale della città. Sabato e' arrivata la delegazione Usa guidata da Ivanka Trump e suo marito Jared Kushner. Gerusalemme è infatti considerata capitale dagli israeliani, ma è a sua volta (la parte est) considerata futura capitale di un futuro Stato indipendente dai palestinesi.

La scelta di cambiare sede dell'ambasciata da parte del governo statunitense avviene nonostante l'opposizione manifestata dall'Onu, dall'Ue, dei palestinesi e del mondo arabo. L'Egitto sta mediando per evitare che la situazione precipiti, tanto che ieri il leader di Hamas è andato al Cairo per dei colloqui.

Superblindata tutta l'area intorno all'ambasciata e al confine. Nella prima fase si trasferiranno soltanto l'ambasciatore David Friedman e i suoi collaboratori più stretti, meno di una mezza dozzina di persone. Dagli altoparlanti delle mocheee i muuezzin esortano la popolazione a unirsi in massa alle proteste per raggiungere la cifra di un milione di manifestanti.

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