Hannes, la mano robot dalla presa perfetta


Hannes, la mano robot dalla presa perfetta

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Hannes, la mano robot dalla presa perfetta

Il suo nome è un omaggio al professor Hannes Schmidl, che avviò già dalla metà degli anni Sessanta le attività di ricerca nel settore e creò la prima protesi mioelettrica Inail-Ceca, da direttore del centro di Vigorso di Budrio. È stata studiata e lanciata in Italia da Rehab Technolgies Lab, un laboratorio nato nel 2013 grazie alla collaborazione appunto tra Inail e Istituto Italiano di Tecnologia.

L'innovativa protesi permetterà di restituire alle persone con amputazione dell'arto superiore quasi il 90% della funzionalità perduta.

Questa tecnologia fa sì che i pazienti possano comandare la mano semplicemente pensando ai movimenti naturali e senza la necessità di alcun trattamento chirurgico invasivo. Il pollice, in particolare, è orientabile in tre diverse posizioni e rende possibili i tipi di prese necessarie nella vita di tutti i giorni: il "pinch grasp", pollice e indice in opposizione, per manipolare oggetti di piccole dimensioni come una penna o un chiodo, "power grasp", per spostare oggetti di peso elevato, fino a circa 15 chilogrammi, e il "lateral grip", per afferrare oggetti molto sottili come fogli o carte di credito. Il sistema comprende, inoltre, un polso che può piegarsi in cinque posizioni e attuare la prono-supinazione attiva, permettendone il movimento rotatorio in entrambe le direzioni. Il meccanismo alla base del movimento delle dita, della forza e del tipo di presa dipende dal sistema Dag (Dynamic Adaptive Grasp) che conferisce alla mano la capacità di afferrare gli oggetti adattandosi alla loro forma e di resistere alle eventuali sollecitazioni esterne.

Migliorie anche nel motore, che in questa protesi è soltanto uno e quindi consente di avere una autonomia maggiore, fino ad un giorno completo.

Il sistema di controllo della mano robotica Hannes è di tipo mioelettrico, sfrutta cioè gli impulsi elettrici che provengono dalla contrazione dei muscoli della parte residua dell'arto, e implementa strategie basate su algoritmi di intelligenza artificiale. Il dispositivo è stato presentato oggi a Roma, in una conferenza stampa a cui ha preso parte anche Marco Zambelli, il paziente del Centro protesi Inail di Vigoroso di Budrio che ha perso a 16 anni la mano destra a causa di un infortunio sul lavoro e per primo ha testato la nuova protesi. A questo punto - ha concluso - abbiamo un cammino davanti che volgiamo perseguire.

"La mano bionica - assicura Andrea Urbani, direttore generale della Programmazione sanitaria del ministero della Salute - sarà presa in esame dalla Commissione Lea per un rapido inserimento nell'elenco dei dispositivi a carico del Servizio sanitario nazionale. Mi dico: 'perché fare con la sinistra cose che, adesso con la protesi, posso fare con la mano destra?'". Si chiama Hannes ed è stata presentata ieri dall'Inail e dell'Istituto Italiano di Tecnologia. Anche l'occhio vuole la sua parte: sarà possibile scegliere tra una vasta gamma di soluzioni cosmetiche e rivestimenti sia per uomini sia per donne. La protesi è un vero e proprio prodotto che ha ricevuto la certificazione CE come dispositivo medico di fase 1, ed "è pronta per la commercializzazione a partire dal 2019", ha aggiunto il direttore generale Inail Giuseppe Lucibello.

"La mano robotica - ha concluso Poletti - e' stata realizzata dalla collaborazione di due istituti pubblici, da una parte l'IIT e dall'altra Inail".

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