Governo: Di Maio, populista? Dimostrerà che le cose si possono fare


Governo: Di Maio, populista? Dimostrerà che le cose si possono fare

Share

Governo: Di Maio, populista? Dimostrerà che le cose si possono fare

Di fronte all'aut aut del Presidente, è scattata la risposta. Oggi infatti l'importante incontro, durato tre ore, tra Di Maio e Salvini per gli accordi di governo.

Ma a dividere i due schieramenti sono anche le strategie che intendono perseguire in ambito europeo. Il cantiere della trattativa è denso di appuntamenti, non solo tra i due leader.

Dopo il comunicato di Silvio Berlusconi, anche il portavoce unico di Camera e Senato di Forza Italia, Giorgio Mulè, interviene sulle trattative di governo tra Lega e 5 Stelle: "Esiste un partito che è Forza Italia che ha mani libere". La cancellazione della legge Fornero, secondo i calcoli dell'Inps, costerebbe solo il primo anno 14 miliardi e 20 il secondo. I due partner non intendono svelare il nome prima di aver raggiunto un'intesa sui punti del programma che M5s e Lega stanno concordando.

Il problema sostanziale è che i grillini non hanno un nome altrettanto spendibile.

Sui tempi di un governo M5s-Lega: "Il percorso è molto positivo e credo ci sarà ancora un percorso breve che ci consenta di definire tutto entro la fine della settimana prossima". "Quello lo dobbiamo fare". Nello stesso periodo, come più volte promesso in campagna elettorale, vanno ridotte le soglie di accesso per andare in pensione, con una finestra a 61 anni di età, comprendendo finalmente quello scolastico tra i lavori usuranti. La soluzione è semplice: sono già pronte due poltrone da vicepresidente del Consiglio, con deleghe pesantissime.

"E'stato un incontro molto positivo e ci sono moltissime convergenze, su immigrazione oltre che flat tax e reddito di cittadinanza". Lo sblocco della situazione, con la nota di Forza Italia di ieri sera 9 maggio, segue all'annuncio, dopo le ultime consultazioni di lunedì scorso, del presidente della Repubblica, sull'Esecutivo "neutrale" fino a dicembre prima di nuove elezioni.

Con tutta questa carne al fuoco, è possibile scrivere una manovra che riesca a passare il vaglio delle autorità Ue? A dirlo è Vincenzo Spadafora, responsabile delle relazioni istituzionali di Luigi di Maio, leader M5s, ospite a Porta a porta.

E intanto, mentre tecnici e parlamentari di Lega e M5S cercano di trovare la quadratura per stilare un contratto di governo che permetta di aprire le porte di Palazzo Chigi, crescono i rumors sui possibili nomi che andranno a riempire le caselle ministeriali del governo che si profila all'orizzonte. Dall'altra parte c'è la posizione ancor più netta di Salvini, che non perde occasione per rilanciare il tema degli "alberghi a 5 stelle" per gli immigrati in contrapposizione alla situazione di disagio di molti italiani. Uno propone e l'altro, se è d'accordo, accetta. Anche se il voto contrario potrebbe anche essere frutto di una strategia, quella di far "pesare" un eventuale futuro sostegno di FI, soprattutto in Senato, dove M5S-Lega arrivano a quota 167, buona ma non assolutamente sicura.

Una sorta di "contentino" per gli elettori sia del Movimento 5 Stelle sia della Lega, che vedrebbero governare i propri beniamini senza, così, potersi lamentare. Il Capo dello Stato non ha intenzione di fare sconti: entro domenica vuole avere il nome del candidato premier e ha già fatto sapere che intende "analizzare" i profili delle personalità proposte per i ruoli più delicati come la guida dei ministeri "di peso": Economia, Esteri, Welfare e Interno, per esempio.

Share

Pubblicità



© Molisedoc. Tutti i diritti riservati.