E' guerra tra Unicredit e Caius Capital

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E' guerra tra Unicredit e Caius Capital

UniCredit ha precisato che "sono presenti clausole contrattuali che, in caso di sviluppi regolamentari, consentono di preservare la posizione di capitale di Unicredit anche tramite la conversione automatica degli strumenti sottostanti i cashes in azioni ordinarie".

Caius Capital ha scritto all'Eba che UniCredit ha classificato in modo errato parte del CET1, in quanto non linea con quanto stabilito dalla normativa europea. Nel 2009 Unicredit era guidato da Alessandro Profumo e forse proprio i rapporti poco idilliaci tra il manager e Fondazione Cariverona, primo socio col 6% dell'istituto, influirono sulla decisione di quest'ultima di non sottoscrivere la sua tranche di Cashes (500 milioni di euro). L'istituto non ha fatto attendere risposte in tal senso, sottolineando come tutto sia a posto. Non solo: poiché la remunerazione dei Cashes è collegata all'erogazione di dividendi ordinari, "se si investono soldi in Unicredit, una parte di quel denaro sarà usato per ripagare investitori che hanno messo capitali in precedenza", visto che Unicredit sui Cashes paga un tasso pari all'Euribor più il 4,5% a patto di aver distribuito un dividendo ordinario. E' stato il Financial Times a dare la notizia delle "accuse" del fondo speculativo e delle sue lettere all'Eba e ad Unicredit.

Il trattamento regolatorio dei titoli cashes è stato pienamente illustrato al mercato e confermato e rivisto dalle autorità regolatorie competenti e l'attuale contributo dei cashes sulla posizione patrimoniale complessiva della banca non ha impatti significativi sui ratio regolatori del gruppo.

Caius Capital tuttavia insiste e sostiene che i Cashes di fatto rendono non adatti i titoli Unicredit al calcolo del CeT1 dal 2011 e che dunque il Cet1 (pari a 48,9 miliardi di euro a fine 2017) andrebbe ridotto di circa due terzi a meno del 5% contro l'8,78% minimo richiesto attualmente alla banca dalla Bce. Le azioni Unicredit alle ore 12,25 segnano -3,3% a 17,2 euro, con il Ftse Mib a sua volta pesante (-2%).

Complessivamente,"come annunciato a fine 2017, Unicredit ha una solida posizione di capitale con un CET1 ratio al 13,6%". Il Ft annota però come una simile mossa possa portare a un esito favorevole per lo stesso fondo Caius, che ha scommesso contro i cashes e quindi vincerebbe la sua puntata.

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