Di Matteo vs Sgarbi: la spunta il pm

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Di Matteo vs Sgarbi: la spunta il pm

Il giudice del Tribunale di Monza Bianchetti ha condannato Vittorio Sgarbi a 6 mesi di carcere per aver diffamato per mezzo stampa, attraverso un articolo pubblicato su 'Il Giornale, il pm Di Nino Di Matteo. Il pm, difeso dall'avvocato Roberta Pezzano, si è costituito parte civile ed è stato anche ascoltato dal giudice il 24 gennaio scorso. Di Matteo aveva sporto querela dopo un articolo scritto da Vittorio Sgarbi dal titolo "Quando la mafia si combatte solo a parole", e pubblicato su "Il Giornale" (all'epoca diretto da Alessandro Sallusti), nel gennaio 2014. Condannato anche il direttore del quotidiano Sallusti: per lui tre mesi e anche per lui pena sospesa. Sia Vittorio Sgarbi che Alessandro Sallusti dovranno risarcire i danni al pubblico ministero, considerato un paladino dell'antimafia. "Riina non è nemico di Di Matteo, nei fatti è suo complice", è stata questa nello specifico la frase che ha fatto scattare la querela nei confronti del critico d'arte. "Ne garantisce il peso e la considerazione".

Il PM ha ancora aggiunto "Non posso accettare che si continui a speculare impunemente perfino su vicende che tanto incidono anche sulla mia vita personale e familiare".

La collaborazione tra Vittorio Sgarbi e la testata Il Giornale rappresenta un sodalizio decisamente molto lungo. Poi il noto opinionista tv ha concluso l'intervista sostenendo ulteriormente la sua tesi: "Sono convinto - chiosa - che Di Matteo abbia torto su tutta la linea della sua impostazione giudiziaria e che abbia detto cose inaccettabili contro il generale Mori in una sentenza e contro Forza Italia con le sue dichiarazioni che il partito sarebbe nato da un patto con la mafia". La materia è nota ai magistrati perché, nelle dichiarazioni intercettate di Riina, con le minacce di morte per Nino Di Matteo, c'era la chiara denuncia sull'attività prevalente, proprio nelle energie rinnovabili, di Matteo Messina Denaro.

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