Caltanissetta: arresto Montante, coinvolti anche esponenti forze ordine


Caltanissetta: arresto Montante, coinvolti anche esponenti forze ordine

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Caltanissetta: arresto Montante, coinvolti anche esponenti forze ordine

Montante è presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta e presidente di RetImpresa Servizi s.r.l. della Confindustria nazionale. Per i magistrati - Amedeo Bertone, Gabriele Paci, Stefano Luciani e Maurizio Bonaccorso - che hanno coordinato l'inchiesta (denominata "Double Face") i citati soggetti sono accusati di aver commesso in concorso reati contro la pubblica amministrazione, di aver effettuato abusivamente accessi a sistemi informatici e di essersi resi protagonisti di episodi corruttivi.

L'indagine è coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia. Secondo la Procura nissena, Montante, per anni ritenuto paladino dell'antimafia, avrebbe fatto parte di una vera e propria rete di 'spionaggio' con lo scopo di avere notizie sulle indagini della magistratura a suo carico. Un altro indagato è stato colpito dalla misura interdittiva della sospensione dall'esercizio dell'ufficio pubblico per la durata di un anno. Qui tutti i nomi. Le indagini della squadra mobile e della procura di Caltanissetta gli contestano di aver creato una rete illegale per spiare l'inchiesta che era scattata nei suoi confronti tre anni fa, dopo le dichiarazioni di alcuni pentiti di mafia.

Nel 2016 Montante aveva ricevuto un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa.

A capo di un' azienda che produce ammortizzatori industriali e ferroviari, la Mediterr Shock Absorbers, e della Cicli Montante, era stato vicepresidente vicario di Confindustria Sicilia e aveva ricoperto anche l'incarico di delegato nazionale per i rapporti con le istituzioni preposte al controllo del territorio.

L'imprenditore nisseno Antonello Montante è stato arrestato.

Nel corso di una perquisizione nella villa di Montante i poliziotti della mobile nissena avrebbero scoperto un vero e proprio archivio colmo di dossier su magistrati e politici. Ora occorre capire se quelle sue azioni sarebbero da considerare frutto di un sincero slancio civico, come sancito dallo stesso codice etico di Confindustria oppure uno stratagemma che l'imprenditore avrebbe adottato per dare una sua immagine antimafia. Paradossalmente, Montante, è stato proprio l'artefice di un comportamento etico della stessa Confindustria di cui era il presidente in Sicilia, una serie di norme comportamentali che prevedevano l'espulsione dall'associazione per quegli imprenditori che non avessero denunciato i boss che li taglieggiavano.

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