Brindisi, arrestati 12 appartenenti alla Sacra Corona Unita


Brindisi, arrestati 12 appartenenti alla Sacra Corona Unita

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Brindisi, arrestati 12 appartenenti alla Sacra Corona Unita

Duro colpo inferto contro la criminalità attiva nei territori di Brindisi, Tuturano e Mesagne.

Nelle prime ore della mattina, La Polizia di Stato ha arrestato 12 persone, tra cui fiancheggiatori, affilati ed esponenti di spicco appartenenti ad una frangia della Sacra Corona Unita, operante nel territorio di Brindisi, Tuturano e Mesagne. Come sottolineato dai colleghi de La Repubblica, le indagini della Squadra mobile di Brindisi e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, hanno portato alla luce un'azione criminosa che nasceva dal carcere, attraverso i famosi "pizzini", gli ordini impartiti attraverso dei foglietti scritti a mano. Dai pizzini e dalla comunicazioni è emerso la volontà di Campana di voler fuggire dal carcere ma anche minacce nei confronti del magistrato Alberto Santacatterina titolare non solo di questa inchiesta, ma anche della precedente a carico del detenuto.

Sono stati accertati anche numerosi contatti epistolari intrattenuti con diversi individui detenuti in altre carceri italiane.

In ogni Comune della provincia i due avevano dei referenti, erano in atto anche spedizioni punitive per chi disobbediva, poi c'erano i fedelissimi. Dodici arresti sono stati eseguiti dalla polizia di Brindisi, tutti affiliati alla Sacra corona unita, organizzazione mafiosa che ha il suo cuore pulsante proprio in Puglia. Agli altri 3, già detenuti, è stato notificato il provvedimento coercitivo direttamente presso il luogo di detenzione. Tre di questi (Raffaele Martena, Antonio Campana e Nicola Magli) erano già detenuti in carcere.

MARTENA Raffaele e CAMPANA Antonio sono chiamati a rispondere in qualità di promotori ed organizzatori dell'associazione mafiosa.

Ronzino De Nitto sulla base di quanto appurato dagli inquirenti, sarebbe "componente della frangia mesagnese dell'associazione, oggi referente di Antonio e Francesco Campana e per loro conto promotore, organizzatore e dirigente dell'associazione nella città di Mesagne".

Arigliano, Sicilia, Martena, Magli, in due Polito, tutti alle dipendenze di Martena, per il tramite di Rosafio operavano nella città di Brindisi e nella frazione cittadina di Tuturano.

A tutti e 12 gli indagati è contestato il reato di associazione di tipo mafioso.

CAMPANA Igino, alle dipendenze del nipote Antonio CAMPANA e suo tramite con l'esterno del carcere, quale contatto con gli associati in libertà e le istruzioni da veicolare loro.

Dalle lettere sono emersi particolari inquietanti: uno dei promotori dell'organizzazione criminale aveva manifestato l'intenzione di evadere dal carcere, ed aveva espresso una chiara minaccia nei confronti del pm che, in passato, lo aveva indagato e fatto condannare all'ergastolo.

Peraltro, per riuscire nel progetto di fuga, il recluso era entrato a far parte di una compagnia teatrale formata da detenuti. In occasione di una rappresentazione teatrale, poi, avrebbe fatto in modo di reperire un particolare filo, capello d'angelo, che gli avrebbe permesso di segare le sbarre e tentare, così, l'evasione.

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