Addio raffreddore comune, scoperte molecole che bloccano gli strarnuti


Addio raffreddore comune, scoperte molecole che bloccano gli strarnuti

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Addio raffreddore comune, scoperte molecole che bloccano gli strarnuti

Nature Chemistrypubblica i risultati di un esperimento condotto in Gran Bretagna, all'Imperial College di Londra. "Attualmente non esistono trattamenti contro il virus del raffreddore e questa è la prima molecola capace di contrastarlo", ha aggiunto. "Dopo i test sulle cellule, la prossima tappa - ha proseguito - sarà la sperimentazione su modelli animali".

In realtà ci sono già stati in precedenza dei tentativi di creare medicinali che avessero come bersaglio le cellule umane piuttosto che i virus, ma molti hanno l'effetto collaterale di essere tossici. Si potrebbe pensare a un farmaco capace di minacciare il microbo direttamente.

Ma vista la sua capacità di replicarsi rapidamente, il bacillo del raffreddore diventerebbe subito resistente, sviluppando delle difese per contrastare l'attacco delle medicine. Ed hanno scoperto che la molecola Imp-1088 ostacola proprio questa proteina, inibendo un meccanismo chiave alla base della costruzione del guscio del virus.

Una delle caratteristiche dei virus è l'incapacità di vivere in maniera autonoma. Oggi si apre un possibile percorso, siamo ancora lontani dal traguardo, ma il futuro è promettente: un nuovo potenziale farmaco è stato in grado di prevenire la replicazione del comune virus del raffreddore e "l'invasione" di cellule umane.

Deve infatti colpire le cellule umane e sfruttare i suoi meccanismi per assemblare nuove copie di se stesso. La proteina, che si trova nelle stesse cellule umane, si chiama Nmt (N-miristoriltransferasi): è preziosa per il virus, che in tutte le sue numerose versioni la utilizza per costruire lo scudo (capside) che gli permette di proteggere il suo materiale genetico quando invade la cellula.

"Per i giovani e per chi è in buona salute, il raffreddore non è certamente gradevole, ma non c'è rischio di vita". La ricerca ha coinvolto anche i laboratori di Roberto Solari e Seb Johnston dell'Imperial's National Heart & Lung Institute, e ha visto la collaborazione di Aurelie Mousnier (Imperial e Queen's University di Belfast), dei biologi strutturali dell'University of York e di colleghi del Pirbright Institute. "È invece diverso il caso di chi soffre di asma, enfisema, bronchiti o fibrosi cistica: in questi casi - ha osservato Solari - anche un banale raffreddore può provocare gravi conseguenze, che potrebbero portare anche al ricovero in ospedale". Il farmaco, per essere più efficace, dovrebbe essere usato nelle primissime ore dell'infezione. L'obiettivo è di arrivare alla formulazione di un farmaco efficace sotto forma di uno spray da inalare. La squadra di chimica farmaceutica, guidata da Andy Bell (fra i 'papà' del Viagra), era originariamente alla ricerca di molecole che mirassero alla proteina nei parassiti della malaria. Di farmaci scovati cercando altri obiettivi (e capaci di gonfiare le casse dei produttori) il biochimico inglese evidentemente se ne intende.

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