Torna in tv"La Corrida". Conti: la novità è che sarà tutto uguale

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Sì, perché anche se senza la pretesa di lanciare nuovi cantanti o scovare fenomeni, "La Corrida" resta sicuramente il primo talent show della televisione italiana.

Risale al 1968 la prima edizione del programma che fu trasmesso in radio fino al 1979. La modernità di questa edizione della Corrida arriverà dai dilettanti di oggi. "La Corrida" è una produzione Rai in collaborazione con Magnolia SpA (società di Banijay Group).

Il programma, infatti, conterrà tutti gli elementi tipici che lo hanno reso popolare sin dalle prime edizioni curate dal mitico Corrado. E quindi spazio al pubblico, all'orchestra, al semaforo, ai campanacci... Come da tradizione, l'accompagnamento musicale sarà live grazie al contributo dell'orchestra diretta dal maestro Pinuccio Pirazzoli.

Non mancherà il pubblico in studio, con il suo fragoroso riscontro alle performance dei dilettanti allo sbaraglio. Ad affiancare Corrado nel corso delle prime esibizioni numerosi comici, con il conduttore che apprese delle lezioni, tra gli altri da Cesare Zavattini e Alessandro Blasetti, che applicò visibilmente al programma. "Voglio riportare a casa questo show con quella spontaneità e leggerezza" aggiunge. In realtà un'occhiata ai concorrenti, una quindicina in campo ogni serata, Conti l'ha già data, visto che ha contribuito alla loro selezione finale.

Celebrity? "Non sono previste, se poi mi viene a trovare qualche amico magari lo prenderò in giro", risponde Conti e subito il pensiero corre ai suoi complici di sempre, Pieraccioni e Panariello. Oltre alla "valletta ufficiale", Ludovica Caramis, nel corso di ogni puntata Conti sceglierà una signora del pubblico per nominarla "valletta allo sbaraglio".

Il confronto cui si sottopone Conti, con Corrado, è inevitabile. E' naturale che i certi momenti mi si potrà sorprendere inquadrato all'angolo piegato in due dal ridere, ma è lo spirito della trasmissione. Si esibiranno in 15 a puntata.

Ora è la volta di Conti che ha dichiarato che la struttura del programma rispetta la storica formula che conosciamo con i famosi "dilettanti allo sbaraglio". Ecco cosa intendo se dico inimitabile. Perché trasformare qualcosa che funziona?

Ai casting, che si sono tenuti in tutta Italia, si sono presentate più di cinquemila persone.

Sulla petizione che chiede di intitolare gli studi Dear proprio al collega scomparso, sottolinea: "Sarebbe una bella idea".

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