Statua di Epaminonda coperta per il convegno islamico, è polemica

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Statua di Epaminonda coperta per il convegno islamico, è polemica

Statua di Epaminonda censurata? Nel palazzo si teneva un convegno interreligioso organizzato dalla Confederazione Islamica Italiana assieme alla Federazione Islamica della Liguria, e a subire la censura sono stati un dipinto raffigurante un nudo femminile (sostituito con un'altra opera) e una statua del condottiero tebano Epaminonda, opera ottocentesca di Giuseppe Dini (Novara, 1820 - Torino, 1890) e recentemente restaurata da Mario Capelli Steccolini. In contemporanea, però, domenica il teatro ha ospitato un convegno della Comunità islamica della Liguria sul dialogo interreligioso: ospiti rappresentanti dei cattolici e delle istituzioni locali, sindaco compreso.

L'artista ligure prima di postare la foto della statua di Epaminonda vestita per l'occasione con un drappo rosso, aveva pubblicato sulla sua pagina Facebook il quadro rimosso dalla parete del teatro di Cairo Montenotte: "Sezione della mia mostra: Antiche Civiltà, i musulmani non gradiscono il quadro e con gentilezza e fermezza mi hanno chiesto di toglierlo", aveva spiegato.

"Hanno coperto Epamindonda", ha scritto sui social Mario Capelli Steccolini che ha restaurato l'opera. "Il quadro non l'avevamo nemmeno visto", ha dichiarato, "ed è stato l'artista che si è fatto avanti per toglierlo". "Sia chiaro Epamindonda è stato coperto dai musulmani per esigenze cerimoniali", ha spiegato riferendo di avere anche provveduto personalmente a spostare un quadro "su richiesta" degli organizzatori musulmani che raffigurava una donna con la schiena scoperta. La federazione islamica però precisa: "Non lo abbiamo richiesto noi". "L'amministrazione non ha colpe". A sua detta, inoltre, i rappresentanti della comunità islamica non avrebbero mai potuto avanzare alcuna richiesta per via della loro conclamata tolleranza. "Abbiamo poi posato il drappo sulla statua, visto che la mostra sarebbe stata aperta il giorno dopo, semplicemente perché lì avevamo ricostruito la rappresentazione dell'antica cerimonia del tè e ci serviva uno sfondo a simboleggiare le dune del deserto per le fotografie". "Ho l'impressione che sia tutto frutto quanto meno di un equivoco", ha chiosato. È andata così anche a Cairo?

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