Siria, Russia: Usa, Francia e Gb hanno lanciato oltre 100 missili

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Siria, Russia: Usa, Francia e Gb hanno lanciato oltre 100 missili

Mattis ha rivelato che sono stati usati circa il doppio di missili Tomahawk e Cruise, rispetto al raid lanciato l'anno scorso contro la base aerea di al Shayrat.

"Siamo pronti a sostenere questa risposta fin quando il regime siriano non smetterà di usare agenti chimici proibiti" ha scandito il presidente statunitense parlando alla sua nazione. "Il nostro Paese può resistere alle aggressioni, il popolo sostiene il presidente e il governo", ha dichiarato uno dei manifestanti. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

Per ora si è trattato di una 'one night operation', un'operazione unica durata poco più di un'ora, nel corso della quale sono stati colpiti principalmente tre obiettivi, come ha spiegato il Pentagono: un centro di ricerca scientifica a Damasco, un sito di stoccaggio per armi chimiche a ovest della città di Homs e un importante posto di comando situato nei pressi del secondo obiettivo.

Altre letture e altre interpretazioni ricollegano, anche se non come fattore scatenate, l'attacco sulla Siria fortemente voluto da Donald Trump alle vicende e alle accuse interne che, anche in questi giorni, colpiscono l'avvocato del presidente per colpire direttamente la Casa Bianca.

"Gli Stati Uniti e i loro alleati non hanno prove sull'attacco chimico in Siria e sono responsabili per le conseguenze regionali che seguiranno all'attacco deciso senza aspettare che prendessero una posizione gli ispettori dell'Opac": lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Bahram Ghasemi, citato da alcuni media americani. Queste le immagini di un breve video pubblicato sul profilo Twitter della presidenza siriana all'indomani del raid di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, che ha colpito diversi obiettivi sensibili a Damasco e Homs. Nello specifico, sono stati lanciati 30 missili. "L'Europa deve giocare un ruolo maggiore nel garantire la pace e nell'evitare l'aggravarsi di crisi umanitarie, come quella che soffrono i siriani".

C'è un nuovo protagonismo della Francia in questo attacco simbolico che certifica la frammentazione politica dell'Europa, ma che difficilmente cambierà l'indirizzo e la linea del dittatore siriano Assad. L'ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatoly Anatov ha annunciato che l'attacco non resterà senza "conseguenze". Sembra evidente, secondo molti osservatori, che la Russia sia stata avvisata in anticipo degli obiettivi, per evitare incidenti e il coinvolgimento di personale militare russo.

"Al momento i raid sono finiti", ha detto Dunford nella conferenza stampa.

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