Siria, Macron: "Abbiamo la Prova delle Armi Chimiche"

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Siria, Macron:

Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in un'intervista a Tf1. Nella Repubblica araba siriana, da anni ormai infuria la guerra civile, e nella regione del Ghouta Orientale - dove sorge la città di Duma - vi è una delle roccaforti dei ribelli anti-Assad.

Affermazioni che lasciano poco spazio al dubbio circa le sue intenzioni, ricordando che, come Trump, Macron è un presidente che gode del potere esecutivo, al contrario, ad esempio, di Mattarella che, capo supremo delle Forze Armate, ha più che altro un titolo onorifico, mentre le decisioni circa eventuali interventi militari possono essere prese solo dal governo con voto del Parlamento.

Come precedentemente detto, ad una analisi più attenta, non è la prima volta che il conflitto siriano ci pone davanti questo schema: 1) le truppe di Assad riconquistano porzioni di territorio strategico scacciando le milizie ribelli; 2) la comunità internazionale segnala l'utilizzo di armi chimiche nelle stesse aree liberate dalle truppe governative documentandole con materiale video girato da attivisti locali ed ong che immediatamente diventa virale, rilanciato dai circuiti mediatici di tutto il mondo occidentale; 3) l'Alleanza Atlantica decide di riacutizzare la presenza militare in Siria, magari organizzando un massiccio ma breve attacco contro alcuni obiettivi sensibili tramite il dispiegamento di mezzi aerei e navali, una reazione lampo senza apparenti risultati strategicamente significativi, ma molto "ad effetto" dal punto di vista mediatico.

PARIGI, 12 aprile 2018-"Abbiamo le prove che qualche giorno fa a Duma, in Siria, armi chimiche sono state usate dal regime di Bashar al Assad".

LA POSIZIONE DI GENTILONI E DELL'ITALIA - In un clima di tensioni sempre più acute è intervenuto a Palazzo Chigi anche il premier Paolo Gentiloni, facendo sapere che "l'Italia non parteciperà ad azioni militari in Siria".

Anche se la Nbc riferisce che gli Usa sono già in possesso di campioni di sangue e di urine che confermerebbero l'uso di cloro e gas nervino.

"Abbiamo la prova dell'uso di armi chimiche in Siria". Immediata la risposta: "I missili li usino contro i terroristi".

Nel corso di quest'incontro, l'ambasciatore russo avrebbe chiesto l'intervento immediato in loco dell'Opac (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche), e proprio questa sarebbe la soluzione più logica e auspicabile. Ma un intervento, viene al momento escluso. Hanno discusso soprattutto degli attuali sviluppi in Siria, si legge in una nota, "nella comune preoccupazione per i recenti attacchi con sostanze velenose e per il rischio di un'erosione del rispetto internazionale del bando delle armi chimiche". Guardando avanti, Macron ha detto che il momento dell'attacco sarà scelto per essere "efficace" e che bisogna pensare "alla Siria del futuro".

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