Roma, due tifosi incriminati: "Non siamo stati noi"


Roma, due tifosi incriminati: "Non siamo stati noi"

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Roma, due tifosi incriminati:

Secondo quanto riferito da fonti legali, i duè ultrà dovranno comparire davanti al giudice inglese entro 28 giorni.

I due tifosi della Roma arrestati per l'aggressione di un tifoso del Liverpool, Sean Cox, ora in fin di vita, hanno respinto le accuse davanti agli inquirenti inglesi.

In attesa delle decisioni della Uefa, che ha annunciato provvedimenti duri - potrebbe essere deciso il divieto di trasferta per i tifosi del Liverpool, insieme con la chiusura della Curva Sud, o addirittura di far disputare la semifinale a porte chiuse oppure altrove -, domani al Viminale il Centro nazionale informazioni sulle manifestazioni sportive presiederà una riunione con i vertici del calcio europeo, i rappresentanti delle due squadre e delle forze dell'ordine. Il rischio di vendette da parte di esponenti dei gruppi più estremi del tifo dei Reds per quanto successo martedì viene ritenuto credibile, come anche la possibilità che gli ultrà giallorossi vogliano scontrarsi ancora con i rivali. Al vaglio le immagini delle telecamere di sicurezza e le fotografie. "Speriamo che Sean si riprenda completamente dalle lesioni riportate e che tutti insieme ritorneremo presto come una famiglia in Irlanda per trascorrere del prezioso tempo insieme - si legge nel comunicato emesso dai familiari e diffuso dalla polizia del Merseyside -. È un uomo perbene che adora il Liverpool e che è venuto dalla sua casa nella contea di Meath, in Irlanda, soltanto per vedere la sua squadra del cuore". La richiesta per la maglia è stata fatta e Sean verrà ricordato prima della partita a Roma.

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