Portaborse assunti come "colf": dopo 4 anni rispunta il caso all'Ars

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Portaborse assunti come

Secondo i sindacati dei servizi, però, questa qualifica non può essere applicati per chi svolge mansioni amministrative.

Almeno una ventina, ma potrebberoessere di più secondo quanto apprende l'ANSA a Palazzo deiNormanni, sono le 'colf' assunte dai deputati nei gruppiparlamentari dell'Assemblea regionale siciliana.

Avrebbero firmato contratti da collaboratore domestico ma sarebbero in realtà "portaborse". Un'escamotage usato dai parlamentari per pagare meno oneri previdenziali, che non è sfuggito alla Corte dei conti che ha già ascoltato in adunanza pubblica i capigruppo dell'Ars senza però entrare nel merito della tipologia contrattuale applicata ai 162 collaboratori, tra cui i cosiddetti D6 assunti dai deputati grazie a una norma, contenuta nella legge di recepimento del decreto Monti sulla spending review approvata quattro anni fa, scattata all'inizio di questa legislatura. Il presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè leggendo l'esito della votazione del ddl ha detto che vi erano "32 deputati presenti e 29 votanti" e che la legge aveva ricevuto "29 voti a favore".

"E il tutto - prosegue Vinciullo - avviene in un momento in cui le Province sono "alla canna del gas", in un momento in cui le Province avrebbero bisogno di Democrazia e guida certa per poterle amministrare, in un momento in cui tutto è affidato a commissari che, pur impegnandosi, non riescono a risolvere i problemi dei dipendenti che attendono, da mesi, il pagamento degli stipendi. Così non si è voluto fare e si è preferito non mantenere gli impegni assunti, si è preferito assumere un atteggiamento prono nei confronti del Governo Nazionale, si è preferito rinunciare alle proprie prerogative statutarie e parlamentari, il tutto - ha concluso - in un'Assemblea pressapoco deserta in cui quasi tutti hanno fatto silenzio, come se si stesse affrontando un problema inesistente, quando, invece, il problema esiste, è grave, difficile da affrontare e da risolvere". "Ma non scendiamo su questo piano". "Ciò è accaduto perché fu recepita la norma che destinava 58 mila e 500 euro ad ogni deputato per consentirgli di circondarsi di persone qualificate in grado di coadiuvarlo nella sua attività parlamentare". Gli uni dovrebbero escludere gli altri, in teoria.

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