Omicidio Ilaria Alpi, nuovi documenti possibile riapertura indagini

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Omicidio Ilaria Alpi, nuovi documenti possibile riapertura indagini

Si tratta di una serie di intercettazioni che risalgono al 2012 tra soggetti somali che in Italia parlavano della morte della Alpi e del cameraman.

Nella stessa giornata si è svolta l'udienza del Gip del tribunale di Roma sulla richiesta di archiviazione avanzata a luglio 2017 dalla stessa Procura di Roma per il duplice omicidio.

Nel provvedimento, circa 80 pagine, firmato dal pm Ceniccola ci sono le risposte ai quesiti posti all'epoca dal gip Cersosimo e la indicazione degli elementi, a cominciare dall'impossibilità di attivare indagini in Somalia, che impediscono di accertare il movente e gli autori degli omicidi. Nel marzo scorso, dopo un processo di revisione, la Corte d'Appello di Perugia ha disposto in suo favore un risarcimento di 3 milioni di euro, per l'ingiusta detenzione patita.

Durante l'udienza di piazzale Clodio, davanti al tribunale si è tenuta una manifestazione cui hanno aderito la Federazione nazionale della stampa italia, l'Ordine dei Giornalisti, l'Usigrai e i Comitati di redazione della Rai. Presenti anche le associazioni Art.21 e Libera Informazione.

"Al di là di cosa deciderà oggi il giudice", ha dichiarato Vittorio Di Trapani, segretario nazionale dell'Usigrai "noi continueremo a cercare giustizia e verità per Ilaria e Miran".

"Prendo atto che oggi la Procura di Roma ha prodotto una nuova documentazione su questa vicenda". "Non voglio fare alcun commento, perche' mi sono illusa troppe volte", ha detto Luciana Alpi, mamma della giornalista. "Andiamo avanti insomma, anche se sono stanca", ha commentato la donna.

Per l'omicidio dei due inviati è stato in carcere per 17 anni Hashi Omar Hassan, un cittadino somalo incastrato grazie a un complesso depistaggio e a un falso testimone oculare.

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