ʼNdrangheta, arrestato dai carabinieri il latitante Vincenzo Di Marte

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ʼNdrangheta, arrestato dai carabinieri il latitante Vincenzo Di Marte

La latitanza di Vincenzo Di Marte è finita nella località Ponte Vecchio a Gioia Tauro.

Vincenzo Di Marte, 37 anni, latitante, elemento di spicco della cosca Pesce della 'ndrangheta, è stato arrestato nel Reggino dai carabinieri. L'internazionalità del provvedimento è derivato da un'operazione della Guardia di Finanza del 2015 che scoprì un vasto traffico di cocaina da Sud America all'Italia e lui si nascondeva ancora nella Piana di Gioia Tauro e sicuramente era inserito ancora negli stessi circuiti criminali.

L'arresto di Di Marte é stato eseguito dai carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, del Nucleo investigativo di Reggio Calabria e dello Squadrone eliportato cacciatori di Calabria. Era irreperibile dal 2015 e su di lui pendeva una condanna in primo grado a 14 anni di reclusione per traffico internazionale di stupefacenti.

Arresto latitante Di MarteLa transnazionalità dei traffici delittuosi a cui era dedito trova ulteriore conferma in un mandato di arresto europeo emesso nei suoi confronti dall'autorità giudiziaria spagnola per reati di droga. L'esito positivo dell'operazione, coordinata dal procuratore della Repubblica vicario Calogero Gaetano Paci, è stato favorito da una meticolosa e articolata attività d'indagine finalizzata alla sua cattura, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, originata nell'ottobre 2017 e supportata da ampia attività tecnica.

I carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, con il costante supporto dei collegi del Nucleo Investigativo di Reggio Calabria e dei Cacciatori di Calabria di Vibo Valentia, hanno sviluppato le prime informazioni e monitorato incessantemente lo stretto circuito relazionale dell'uomo, riuscendo ad individuare, in contrada Morrone, l'abitazione su due livelli e composta da tre unità abitative, in cui si nascondeva. Nella sua disponibilità i militari hanno rinvenuto documenti di identità falsi, oltre 12mila euro in contanti, un tablet e diversi telefoni cellulari, il tutto sottoposto a sequestro.

Al termine del blitz sono state arrestate (si trovano ora ai domiciliari) per favoreggiamento altre 4 persone che risiedono nello stabile dove si trovava il latitante: si tratta di due coppie di coniugi che avrebbero aiutato il latitante a sottrarsi alla cattura.

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