Misteriosa morte di un giornalista russo: indagava sui mercenari dispiegati in Siria

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Misteriosa morte di un giornalista russo: indagava sui mercenari dispiegati in Siria

Stava indagando sui mercenari russi in Siria Maxim Borodin, il giornalista russo morto dopo una caduta dal balcone del suo appartamento al quinti piano di un palazzo di Ekaterinburg.

In passato Borodin si era occupato di inchieste sul crimine e la corruzione, come quella sui conti segreti del magnate dell'alluminio Oleg Deripaska o quella sulle proteste contro il film "Matilda", giudicato blasfemo, appoggiate da esponenti della Chiesa ortodossa russa.

Nell'ultimo periodo il lavoro di Borodin si era concentrato sulle "morti fantasma" di mercenari russi in Siria: in particolare il cronista aveva raccontato che molti suoi connazionali erano deceduti nel raid statunitense su Deir el-Zor.

Infatti, secondo quanto è stato riportato dalla polizia, la casa dell'uomo (che è morto in ospedale) era chiusa dall'interno.

La direttrice di Novy Den, testata in cui lavorava Borodin, Polina Rumyantseva ha affermato in risposta all'ipotesi della polizia di non credere al suicidio, mentre Reporter senza Frontiere ha esplicitamente parlato di "circostanze sospette".

Secondo alcune fonti migliaia di mercenari russi sarebbero stati dispiegati in Siria da un'oscura società russa, probabilmente finanziata da Yevgeny Prigozhin. "Aveva bisogno di un avvocato, per questo mi ha chiamato".

Un'ora dopo, tuttavia, il giornalista richiamò l'amico e gli disse che si era sbagliato e che gli agenti di sicurezza stavano conducendo una sorta di esercitazione.

In un altro post su Facebook, Leonid Volkov, responsabile della campagna elettorale di Alexei Navalny, ha scritto di essere amico di Borodin mettendo in dubbio le teorie sull'omicidio.

Il suo funerale si terrà mercoledì 18 aprile.

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