Milano. Grande Brera, pronto Palazzo Citterio

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Milano. Grande Brera, pronto Palazzo Citterio

Dopo anni di vicissitudini Palazzo Citterio diventerà parte espositiva della Pinacoteca di Brera di Milano con la possibilità di dedicare più di 6.500 metri quadrati ad arte moderna e contemporanea. Dunque, per chi lo volesse, nel prossimo fine settimana è caccia all'ingresso nello splendido edificio di via Brera. Poi partirà l'allestimento di 'Brera Modern' che ospiterà le collezioni del Novecento della Pinacoteca, con opere come 'Allegoria del lavoro' di Carlo Carrà che il ministero ha acquistato lo scorso anno.

Al di là delle difficoltà, le molte interruzioni, cambiamenti e l'avvicendarsi di progetti e persone quell'idea si è dimostrata lungimirante, nel mettere a frutto principalmente la posizione del palazzo; difficile da realizzarsi invece nella trasformazione a museo di un palazzetto nato per essere una residenza privata. Il cantiere è durato tre anni, coordinato dall'architetto Amerigo Restucci e finanziato dal ministero dei Beni Culturali: "Non è stato un percorso breve", ammette Ilaria Borletti Buitoni "ma oggi vediamo che il percorso iniziato nel 1972 si chiude felicemente".

Finalmente, dopo tre anni di lavori e quaranta di attesa per vederli realizzati, si è concluso il restauro di Palazzo Citterio a Milano. Il Sindaco, Giuseppe Sala lo ha definito "uno spazio bello da impazzire".

James Bradburne ha spiegato: "Se il palazzo ci sarà consegnato entro giugno, saremo in grado di aprirlo entro un anno e quindi, dato che non pensiamo a un'apertura estiva, nell'autunno 2019". "Questo era l'obiettivo che ci siamo proposti" ha detto Antonella Ranaldi, soprintendente di Milano. Alla presentazione ha partecipato anche James Bradburne, che non è intervenuto: "Sono arrivato solo due anni fa oggi è il giorno per celebrare il lavoro e l'impegno degli ultimi 40 anni". Il mio lavoro inizierà nei prossimi mesi.

Ora, prima di essere affidato alla Pinacoteca, Palazzo Citterio apre al pubblico dal 18 al 20 aprile, cioè durante il Salone del Mobile, con visite guidate e una mostra fotografica di Maurizio Montagna per documentare il prima e il dopo dei lavori.

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