In Italia 8,6 milioni di consumatori di alcolici considerati a rischio

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In Italia 8,6 milioni di consumatori di alcolici considerati a rischio

Appare quindi importante analizzare i dati provenienti dalla Relazione del Ministro della Salute al Parlamento sugli interventi effettuati in materia di alcol e le conseguenze che si registrano sulla salute. Il rapporto sottolinea che la maggior parte dei consumatori di alcol che corrono il pericolo di patologie e problematiche di salute legate a tale abuso sono uomini: ben sei milioni.

A fronte di una riduzione del consumo di vino durante i pasti, si registra un progressivo aumento di consumo di bevande alcoliche occasionale e al di fuori dei pasti, condizione ancor più dannosa per le patologie e le problematiche correlate. Dal 2006 al 2016 infatti la quota di consumatori giornalieri è passata dal 29,5% al 21,4 per cento mentre i consumatori fuori pasto sono passati dal 26,1% al 29,2 per cento. Esagera con il bicchiere quasi un uomo su quattro (23,2%), mentre le donne si confermano più morigerate (solo il 9,1% è a rischio). A preoccupare sono proprio anziani e minori, che per curare il loro benessere le bevande alcoliche le dovrebbero proprio eliminare dalle loro abitudini alimentari. Sono 800mila i minorenni e 2.700.000 gli ultra sessantacinquenni. Le quote percentuali di consumatori a rischio di sesso maschile sono superiori a quelle delle donne per tutte le classi di età, ad eccezione di quella dei minorenni, dove invece le differenze non raggiungono la significativita' statistica. E peggiora il fenomeno del binge drinking. Non stiamo parlando di un bicchiere di vino, ma di superalcolici, amari e aperitivi ad alto tasso alcolemico. Nel 2015 il fenomeno riguardava il 15,6% dei giovani tra i 18 e i 24 anni di età, di cui il 22,2% maschi e il 8,6% femmine.

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