Giancarlo Giorgetti, il possibile esploratore della Lega. Le foto

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Giancarlo Giorgetti, il possibile esploratore della Lega. Le foto

Dall'altra parte c'è Berlusconi che agita lo spauracchio dei mercati e non ha rinunciato al suo piano Tajani. La conferma che gli schieramenti usciti vincitori dalle elezioni del 4 marzo, se si rivotasse oggi, incrementerebbero i propri bacini elettorali arriva dai sondaggi dell'Istituto Piepoli per La Stampa e di Euromedia Research, l'istituto diretto da Alessandra Ghisleri, per L'Aria che tira (La7). E due sono i percorsi mentali da affrontare: il capo dello Stato può decidere se andare a vedere le carte di Luigi Di Maio e Matteo Salvini forzando la mano per poi poter esplorare formule diverse da quella legata a un accordo Lega-M5s; oppure continuare a "credere" ad un'intesa che effettivamente si è mostrata solida, dando tempo fino alla fine di aprile. Incapace di rompere ma anche di convincere Berlusconi al passo indietro.

E' logico che ad avere un primo incarico da Mattarella per verificare se ci siano le condizioni (e i numeri in Parlamento) per governare, debba essere il centrodestra, affinché possa verificare se le Camere sono disposte a votare un programma a trazione conservatrice, retriva e xenofoba.

Il referente della scuola è la dottoressa Chiara Porcelli, la stessa si impegna insieme a Matteo Adinolfi ad allestire altrettante realtà formative in tutti i comuni della provincia di Latina.

Il che vuol dire che così non è. È lui che ha le chiavi della macchina-Lega, che guida avendo accanto il leader come navigatore. Qui il ragionamento si incrocia con le altre forze di quest'area perché Liberi e Uguali non sembra soffrire come gli altri partiti andati male alle elezioni: resta al 3,6, perfino con un lievissimo incremento a petto del risultato delle urne.

"L'affermazione finale sulla mancanza di democrazia da parte del movimento Cinque Stelle, io non la condivido. Le parole finali di Berlusconi oggi al Colle non rispecchiano la posizione della Lega, né quella del centrodestra che oggi si è espresso in maniera unitaria e concordata", ha affermato il capogruppo della Lega al Senato Gianmarco Centinaio. Un domino in movimento a cui per ora non si è trovata soluzione. "Allora capite che tutte le questioni di Di Maio, 5 Stelle sì, 5 Stelle no ed altro dovrebbero lasciare spazio per dare una risposta a questo papà e a questa mamma". Poi, una volta stretto il patto, ci si porrà il problema della durata. Anche alla luce di quanto avviene in Siria - ha detto Maurizio Martina al termine del colloquio - "occorre che le forze che hanno prevalso la smettano col tira e molla, le tattiche, i tatticismi, i personalismi estremi e la grande incertezza che stanno generando" dicendo se sono in grado di essere "all'altezza della situazione".

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