Dazi, Cina si appella all'UE

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Dazi, Cina si appella all'UE

La Cina lotterà ad ogni costo e prenderà contromisure ad ampio raggio.

Ieri Trump ha fatto sapere che "alla luce delle ingiuste rappresaglie della Cina, ho dato mandato ai rappresentanti Usa per il Commercio di valutare se 100 miliardi di ulteriori dazi siano appropriati".

La Cina ha invitato l'Unione europea ad "agire insieme" contro il protezionismo commerciale varato dal presidente statunitense Donald Trump, all'indomani di possibili nuovi dazi per 100 miliardi di dollari (93,5 miliardi di franchi) minacciati dal magnate americano.

Membri dell'amministrazione Trump erano invece precedentemente intervenuti stemperando il clima e, enfatizzando la possibilità di negoziati, avevano ridimensionato la prospettiva di una guerra commerciale. "Sull'interscambio sino-americano, la Cina ha definito una posizione molto chiara", ha detto ancora il portavoce, "non vogliamo una guerra commerciale, ma non ne abbiamo paura".

Trump ha tuttavia proseguito lasciando a sua volta aperta la porta per negoziati: "Gli Stati Uniti sono comunque pronti a discussioni per continuare a sostenere il nostro impegno nel perseguire un commercio libero, giusto e reciproco e proteggere la tecnologia e la proprietà intellettuale delle aziende americane e degli americani", si legge ancora nella dichiarazione del presidente Trump. Si tratta di un vero e proprio gioco al rialzo, dove gli #USA hanno lanciato il primo attacco, con l'aumento dei dazi pari a 50 miliardi di dollari.

Però il monito è chiaro: "Non consentirò mai che pratiche di commercio ingiuste minino gli interessi americani", e qualche ora dopo a seguire via Twitter l'affondo anche al Wto, accusato di essere ingiusto nei confronti degli Usa: "La Cina, che è una grande potenza economica, è considerata una nazione in via di sviluppo nell'ambito del World Trade Organisation". Giovedì è stata innescata la miccia: il presidente americano Donald Trump ha promosso nuovi dazi su oltre 1.300 prodotti cinesi.

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