Cassazione: sì al sequestro dei soldi della Lega Nord

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La Suprema Corte, dopo una camera di consiglio accolta ieri, ha deciso l'annullamento con rinvio dell'ordinanza impugnata e l'integrale trasmissione degli atti al Riesame di Genova, che dovra' quindi ripronunciarsi sulla questione.

In sostanza la Cassazione ha dato il via libera a estendere il blocco dei fondi anche alle somme che arriveranno in futuro alla Lega.

Bisognera' attendere le motivazioni, che di norma vengono depositate entro un mese, per capire quali saranno le indicazioni che la Corte dara' al Riesame per la rivalutazione del caso.

I giudici della Corte di Cassazione hanno anche rigettato il ricorso di Bossi contro il sequestro disposto nei suoi confronti. Denaro poi utilizzato, per la maggior parte, per le spese personali della famiglia Bossi.

Una vicenda nata dopo la sentenza dello scorso luglio che ha portato alle condanne di Bossi a 2 anni e due mesi e dell'ex tesoriere Belsito a 4 anni e dieci mesi, oltre a quelle di altri cinque imputati: i tre ex revisori contabili del partito Diego Sanavio, Antonio Turci e Stefano Aldovisi (rispettivamente condannati a due anni e otto mesi, due anni e otto mesi e un anno e nove mesi) e i due imprenditori Paolo Scala e Stefano Bonet (cinque anni ciascuno). Sui conti del Carroccio, però, c'erano solo due milioni, così i pm avevano chiesto più volte di poter sequestrare anche le somme che in futuro sarebbero entrate. Il Tribunale del Riesame, invece, stabilì che la Procura doveva ottenere i soldi dai conti privati delle persone condannate. Gli accertamenti, per questo filone di indagine, riguardano il possibile reimpiego occulto dei "rimborsi truffa" ottenuti da Bossi e Belsito, secondo l'ipotesi accusatoria travasati attraverso conti e banche diverse, al fine di metterli al riparo da possibili sequestri. Secondo i pm, quei fondi sono stati incamerati, riutilizzati e forse messi al sicuro dai sequestri, consapevolmente dalla Lega durante le gestioni di Maroni e Salvini. Un arco temporale in cui il partito, che all'inizio si era costituito parte civile contro il suo fondatore, aveva rinunciato a ogni pretesa.

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