ArcelorMittal: quasi concluso l'accordo con Ilva. Quale futuro per i 14mila lavoratori?

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ArcelorMittal ha proposto alla Commissione europea un pacchetto di dimissioni, al fine di ottenere il via libera al suo piano di acquisizione di Ilva. Ma la strada non è in discesa in tutti i Paesi. "Interverrò presso la direzione di ArcelorMittal e la Commissione europea affinchè il sito di Dudelange resti di proprietà del gruppo" ha annunciato. "Obbligando ArcelorMittal a cedere siti produttivi in Europa la Commissione - sostiene Schneider - agisce contro gli interessi della politica industriale Ue poiché impedisce la nascita di un vero 'campione' della siderurgia europea in grado di competere sul mercato mondiale". Il passo, ufficializzato oggi da ArcelorMittal, era "atteso da tanto tempo" ha detto il ministro dello sviluppo Carlo Calenda, fiducioso che l'esame dell'Autorità europea si concluda positivamente permettendo ad Ilva di diventare "la migliore acciaieria europea".

NODO ESUBERI. Se, come pare, l'Antitrust europeo è pronto a dare semaforo verde all'operazione dopo le dismissioni e gli aggiustamenti nella cordata, l'unico ostacolo che rimane è l'accordo con i sindacati.

Calenda non ha però partecipato all'incontro di oggi, una riunione durata meno di due ore e nuovamente interlocutoria ma forse con qualche spiraglio in più.

Ma in merito alle vicende sindacali il segretario generale della Fiom Francesca Re David ha commentato "Per il momento ancora non si è trovata un'intesa". "La parte fissa del contratto nazionale, l'anzianità di servizio, i livelli retributivi non varieranno" spiega Valerio d'Alo della Fim-Cisl. Di fronte a queste proposte Arcelor Mittal si è resa disponibile a presentare nel prossimo incontro di venerdì 13 aprile uno schema dettagliato sulla parte economica a partire dal sistema premiante e sulla quattordicesima mensilità.

Presentata la mossa del marchio AM, l'Antitrust prevede di sciogliere la riserva entro il 23 maggio.

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