Salvini: "Il tetto del 3% deficit/Pil? Lo ignoreremo"

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Matteo Salvini ha ottenuto non solo da Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni il mandato a trattare per trovare una soluzione per le presidenze delle Camere, ma anche il mandato a trattare per la formazione del governo, M5s compresi senza 'veti' da parte di Berlusconi. Oltretutto, e qui viene il pericolo, siccome l'Italia non è messa nemmeno lontanamente come ci è stata descritta dal Governo della maggioranza uscente, il rischio di un altro " Mario Monti " è altissimo.

Il discorso con cui Salvini si è rivolto alla stampa e ai presenti a Strasburgo si intitola: "La vittoria della Lega alle elezioni italiane: i tempi cambiano". Numeri importanti che ci caricano di entusiasmo, ma che allo stesso tempo impongono alcune importanti riflessioni.

I segnali c'erano tutti, il nuovo leader del Centrodestra, specie dopo il sorpasso alle elezioni, è Matteo Salvini, ma fino all'ultimo Silvio Berlusconi ha voluto tenere per se la cabina di regia (almeno apparente). Ai giornalisti che gli chiedevano se fosse pronto a formare un esecutivo insieme al Movimento 5 Stelle, il leader della Lega ha risposto:"I programmi sono molto diversi, ha vinto la coalizione di centrodestra, non è autosufficiente alla Camera e al Senato, ma sicuramente non posso allearmi con chi ha male governato negli ultimi anni, quindi ipotesi di governi che prevedano Renzi e Boschi o Gentiloni sono inimmaginabili".

Il quattro marzo, sette italiani su dieci, hanno chiesto che la guida del Paese passasse nelle mani di Cinquestelle e Lega riconoscendo ai primi il ruolo di maggioranza relativa e al secondo la leadership della maggioranza di centrodestra uscita vincitrice dalle urne. "Questa occasione - sottolinea - non può essere persa".

Il leader della Lega ha ottenuto di rappresentare il centrodestra nella trattativa per le presidenze di Camera e Senato. "L'accordo con il M5s non esiste in natura - ha detto il presidente dem Matteo Orfini - Sarebbe la fine del Partito democratico". Oggi la fiducia e la condivisione, che sono ormai un dato di fatto, alla luce degli importanti risultati elettorali ottenuti, ci mettono di fronte ad una responsabilità: continuare, proseguire e anzi rendere la nostra presenza più efficace e penetrante nel territorio.

A proposito del mandato del governo esplorativo non ha dubbi, molti sono i complimenti spesi a favore dei pentastellati che, a detta dell'abbruzzese, hanno avuto la grande intuizione di presentare la lista dei ministri prima del voto. È un No al 'governo di tutti' su cui invece non si sottrae garbatamente il Pd. Dentro c'è di tutto e non è difficile pensare che, al di là dell'ovvia voglia di andare al potere, le differenze, anche profonde, tra le sue varie anime, prima o poi verrebbero alla luce, anche su temi centrali e soprattutto primo fra tutti sull'Europa. Uno scenario, questo, che preoccupa non poco Berlusconi, nettamente contrario ad alleanze organiche con i grillini.

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