Rosarno, arrestato il latitante Antonino Pesce


Rosarno, arrestato il latitante Antonino Pesce

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Rosarno, arrestato il latitante Antonino Pesce

Quando hanno avuto conferma che si nascondeva in un appartamento, i poliziotti hanno isolato il condominio e poi hanno fatto irruzione.

Il latitante è stato catturato a Rosarno, nel cuore della piana di Gioia Tauro, al termine di indagini coordinate dalla Dda di Reggio Calabria.

Mobile reggina con i colleghi del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato. Cetta Cacciola, la giovane del clan morta suicida dopo aver collaborato con la giustizia, raccontò ai magistrati i rapporti trasversali tra gli esponenti della cosca e le forze dell'ordine.

Il boss, secondo quanto riportano gli inquirenti, gestiva assieme ad altri il trasporto su gomma degli agrumi da Gioia Tauro alle regioni italiane.

A PESCE Antonino classe 1992 viene contestato il ruolo di direzione e capo del ramo della cosca PESCE che si riconosce nella figura del padre PESCE Vincenzo classe 1959, alias "U pacciu" (attualmente detenuto), con compiti di decisione, pianificazione e di individuazione delle azioni da compiere, degli obiettivi da perseguire, delle attività economiche da avviare ed attraverso cui riciclare il denaro e le altre utilità provento delle dette azioni delittuose. Per gestire questo tipo di attività i Pesce avevano messo su una serie di società intestate a prestanome.

Ora gli agenti stanno vagliando la posizione di altre persone che erano nell'appartamento con l'ex latitante al momento del blitz. Era ricercato dall'aprile 2017 quando sfuggì alla cattura nell'operazione Recherche con la quale fu smantellata la rete dei fiancheggiatori del boss Marcello Pesce arrestato nel 2016 dopo 6 anni di latitanza.

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