Non c'è pace per Saipem: Consob contesta il bilancio 2016

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Non c'è pace per Saipem: Consob contesta il bilancio 2016

Non c'è mai pace per Saipem: a pochi giorni dalla presentazione dei conti dell'anno scorso, arriva una tegola sul bilancio del 2016.

La vicenda Consob si inserisce in uno scenario già movimentato dagli arbitrati con Sonatrach, chiusi due settimane fa e costati tra i 150 e i 200 milioni di dollari: alcuni ex dirigenti di Eni e Saipem, tra cui l'ex ceo del Cane a Sei Zampe Paolo Scaroni, sono andati a processo per corruzione internazionale per presunte tangenti pagate in Algeria. La Consob ha contestato al colosso italiano dei servizi petroliferi "profili di non conformità" ad alcuni principi contabili del bilancio 2016, chiedendo alla società di rendere note le carenze rilevate e di predisporre un prospetto economico-patrimoniale pro-forma che illustri gli effetti che una corretta applicazione delle regole contabili avrebbe avuto sull'esercizio 2016. Secondo la Commissione "le circostanze alla base di talune delle svalutazioni rilevate da Saipem nel bilancio 2016 - per un valore di 1,3 miliardi di euro, ndr - sarebbero esistite, in tutto o in parte, già alla data di predisposizione del bilancio 2015".

Le dichiarazioni dell'autorità preposta alla vigilanza del mercato giungono dopo un intero anno di analisi, ispezioni ed esami sullo stesso bilancio di Saipem - le indagini sono ufficialmente partite il 7 novembre 2017 e si sono invece concluse il giorno 23 ottobre 2017.

Saipem ha fatto sapere - con una nota - che "pur non condividendo il giudizio di non conformità e riservandosi ogni valutazione in merito, anche di natura giurisdizionale, provvederà a pubblicare entro 3 settimane una situazione economico-patrimoniale pro forma 2016 che tenga conto dei rilievi della Consob".

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