L'Ue agli Usa: "Escludeteci dai dazi". Ma Trump: "Necessari per sicurezza nazionale"


L'Ue agli Usa: "Escludeteci dai dazi". Ma Trump: "Necessari per sicurezza nazionale"

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L'Ue agli Usa:

La parata militare che Donald Trump aveva chiesto di organizzare sul modello di quella francese ha ricevuto il via libera dal Pentagono.

Entro maggio, il mondo potrebbe assistere a un evento storico: l'incontro attorno a un tavolo di Corea del Nord e Stati Uniti. E su questo bisognerà che l'invito di Kim Jong-Un si trasformi in una data ed un luogo preciso per discuterne. Tokyo e Washington, scrive "Kyodo", hanno già discusso le aperture formulate da Pyongyang, concludendo che non chiariscono se la Corea del Nord sia disponibile o meno ad abbandonare il proprio programma nucleare. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

Il penultimo capitolo nella saga del fragile disgelo si è avuto infine nel corso delle olimpiadi di Pyeongchang. Inoltre, "ha condiviso il suo desiderio di incontrare il presidente Trump il più presto possibile", ha continuato il consigliere di Seoul.

ALTRO CHE "WIN-WIN". Che le misure di Trump possano funzionare, ovviamente, è tutto da dimostrare. Lo riportano i media americani, sottolineando che la missiva è stata consegnata a Trump a mano da rappresentanti della Corea del Sud. Malmstrom si è "anche incontrata bilateralmente con Lighthizer per discutere ulteriormente la questione e ottenere ulteriore chiarezza sul processo che riguarda le misure annunciate". Lo ha annunciato oggi la presidenza sudcoreana. Al momento sono stati esentati soltanto Messico e Canada, in vista di nuove trattative sul Nafta, ma la Casa Bianca si è mostrata aperta ad eventuali ulteriori esenzioni in attesa che i dazi diventino operativi tra 15 giorni.

Chung, che si è recato a Washington per per fornire un resoconto del suo incontro con Kim Jong-un, nella serata di lunedì, ha dichiarato che il leader nordcoreano è pronto a negoziare la denuclearizzazione, e si impegna a interrompere i test balistici e nucleari che hanno fatto precipitare la crisi nella Penisola coreana alla fine dello scorso anno. Per questo, ha detto, la Germania "sostiene l'Ue nella ricerca del dialogo con gli Usa, ma anche con Paesi colpiti" dalle conseguenze, "come la Cina".

"Se da una parte - ha aggiunto - si comprende la necessità di affrontare il dumping, strategia programmatica di alcuni paesi che però subiamo anche noi; queste misure rischiano di colpire indiscriminatamente anche gli operatori sani".

Insomma, se il meeting tra i due leader dovesse davvero concretizzarsi (e non è affatto detto), entreremmo in un terreno scivoloso e incognito, da seguire con estrema attenzione.

La partita sembra così ancora tutta da giocare. Chi vincerà la prossima mano?

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