La Margherita Cracco spacca i social: coraggio o sacrilegio?

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La Margherita Cracco spacca i social: coraggio o sacrilegio?

Chi l'ha provata, infatti, ne tesse, nonostante tutto, le lodi.

In effetti, quella fotografata non sembra affatto una pizza tradizionale. O ancora: "Ho visto la pizza di Cracco e mi sono catapultato a consegnare 8 stelle Michelin all'egiziano sotto casa", scrive un altro utente. La versione di Cracco prevede un impasto diverso, con diversi cereali combinati tra loro per renderlo croccante, e una salsa più densa rispetto all'originale. A completare il tutto del basilico: non in foglie ma in semi, che si uniscono fino a dare l'impressione di essere more o altri frutti di bosco. Non è Pizza Napoletana e non viene venduta e presentata come tale, è la sua Pizza e basta. Lo chef stellato ha proposto una rivisitazione del piatto tipico della cucina napoletana nel suo ristorante in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, al costo di 16 euro. Si pretende, pertanto, che il suo lavoro riesca, alla vista e al gusto.

È evidente, dunque, che questa "bontà" non possa essere chiamata Pizza. Si tratta di Gino Sorbillo, che di recente ha aperto un "forno" a New York con Bill de Blasio come ospite.

A tal proposito Carlo Cracco è stato invitato a scendere tra i vicoli di Napoli per assaporare quella che è la vera pizza partenopea con tutte le sue declinazioni, dalla pizza classica alle pizzelle fritte e a portafoglio, calzoni e compagnia cantante. Sui social molti napoletani (e non) si lasciano andare a commenti e facili ironie sull'argomento. "Noi partenopei dovremmo scandalizzarci di più quando troviamo in giro pizze che fraudolentemente vengono vendute e pubblicizzate come pizze della nostra tradizione addirittura con l'aggiunta di riconoscimenti Stg, Dop, Doc e roba del genere", ha scritto, complimentandosi con lo chef.

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