Aprilia piange la scomparsa di Ivano Beggio

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Aprilia piange la scomparsa di Ivano Beggio

La Casa di Noale venne ereditata dal padre Alberto Beggio nel 1968 e con lui passò da una azienda dimensione artigianale a brand internazionale leader sia a livello commerciale che sportivo. Per almeno un paio di lustri l'Aprilia nel circus del Motomondiale è stata la moto da battere, riuscendo a mettere dietro tutti i colossi giapponesi. Poi la Superbike, con le vittorie di Troy Corser, l'acquisizione di Moto Guzzi e Laverda fino alla MotoGP con la RS Cube di Edwards e Haga e - purtroppo - le vicende finanziarie che, nel 2004, lo hanno costretto a cedere il gruppo al gruppo Piaggio. Beggio lasciò la presidenza di Aprilia, sulle cui moto si sono forgiati campioni come Max Biaggi e Valentino Rossi, nel 2003.

Beggio fu insignito del titolo di "Cavaliere del lavoro" nel 1998, per aver portato l'Aprilia a "elevatissimi livelli di innovazione tecnologico-produttiva". Due lauree honoris causa, una nel 1999 in ingegneria meccanica all'Università di Pisa e una nel 2002 in economia aziendale all'Università di Venezia, Cà Foscari.

Ivano Beggio è stato anche un simbolo dell'industria italiana. Ha inventato lo Scarabeo, immaginato "come una cavallina, alta e con le zampette sottili".

Molto apprezzato dai suoi dipendenti e dalla 'sua' Noale per il suo essere un grande imprenditore ma dal cuore buono (tante le persone da lui aiutate in segreto, tra le quali Enzo Ferrari), Beggio è stato anche Presidente dell'Associazione degli Industriali della provincia di Venezia per ben tre mandati. "La sua storia va insegnata nelle scuole".

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