Taranto, consiglieri comunali chiedono la cittadinanza onoraria per la 'Iena' Nadia Toffa

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Taranto, consiglieri comunali chiedono la cittadinanza onoraria per la 'Iena' Nadia Toffa

Il Consiglio comunale di Mantovaha revocato ieri sera la cittadinanza onoraria a BenitoMussolini conferitagli il 21 maggio 1924.

Il Consiglio Comunale di Mantova ha revocato la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. E così, il centrosinistra ha avuto la meglio con 17 sì alla revoca (assenti solo Bassoli di Sinistra Italiana e la Portioli della lista Palazzi) contro 10 no della minoranza, tra cui anche Grandi di Comunità e territori e i Cinquestelle (assenti la leghista Cappellari e la civica Bulbarelli, uscita prima del voto).

Respinto il tentativo, da parte di Tonelli (Cinquestelle) di rendere la votazione segreta perché la delibera "riguarda l'onorabilità di una persona seppur deceduta".

In aula erano arrivati anche alcuni militanti di CasaPound che hanno srotolato dei manifesti con la scritta 'Basta feccia', subito tolti dopo che il presidente del consiglio comunale aveva minacciato di tenere la seduta a porte chiuse. "Sarò un postino, ma lei deve rispettare le regole" ha fatto presente Allegretti. Discussione ancora in corso a Bergamo, dove ad ottobre Giorgio Gori spiegò, oggi candidato del Pd alla Regione Lombardia: "La cittadinanza lasciamola come monito, proporne la cancellazione è un errore che denuncia una mancanza della necessaria distanza dai fatti della storia". Ha riconosciuto che nella questione "trovano legittimità posizioni diverse" e che "il voto, che altrove ha diviso le forze politiche, qui non determinerà gli amici e i nemici di Mussolini". Per Forza Italia revocare la cittadinanza a Mussolini rappresenta una sorta di eliminazione di una parte della città di Mantova: 'Se andiamo avanti così dovremo cambiare la toponomastica, a cominciare da piazza Marconi, visto che lui sostenne il fascismo'.

Coloro che hanno proposto e poi votato per la mozione, hanno negato l'accusa, spiegando che l'intenzione era invece quella di "discutere su quali valori il consiglio e la città vogliano celebrare", ha detto il sindaco Palazzi. Parliamo di Torino - che ha preso questa decisione nel 2014 -, Pisa - luglio del 2017 - e Crema - il primo febbraio 2018, pochi giorni fa -.

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