Parco Nebrodi, Antoci contro Musumeci: "Mia revoca segnale per certi ambienti"

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Parco Nebrodi, Antoci contro Musumeci:

"Rispettiamo le prerogative del Presidente della Regione nella scelta dei dirigenti della Regione e degli enti, la mancata riconferma di Giuseppe Antoci alla guida del Parco dei Nebrodi tuttavia ci sembra una scelta certamente da non condividere perché si lascia sola una persona che ha dimostrato autorevolezza, competenza e rigore nella lotta all'illegalità e che proprio per questo suo impegno ha subito un attacco violento della mafia".

Giuseppe Antoci non sarà più il Presidente del Parco dei Nebrodi, oltre a lui subiranno un avvicendamento dei vertici anche tutti gli enti controllati dalla Regione. Intanto, 21 sindaci chiedono a Musumeci di ripensarci, mentreil senatore del Pd Beppe Lumia e il presidente della RegionePuglia Michele Emiliano parlano di "regalo fatto alla mafia". Per la Fondazione Antonino Caponnetto, "Antoci ha operato molto bene ed al di sopra delle parti politiche". Quale interesse politico è stato ritenuto così prioritario - aggiunge - al punto da sacrificare un percorso virtuoso di legalità e sviluppo come quello portato avanti da Antoci?

L'abbiamo ricevuta con tanti altri importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali che, insieme a migliaia di cittadini, siciliani e non - loro sì! - hanno voluto dimostrare vicinanza, Signor Presidente, ma con i fatti. Con questa scelta - continua Lumia - l'esposizione al rischio aumenta ulteriormente. La lotta alle mafie non ha appartenenza politica! "Grazie, sono stati anni intensi - dice - a tratti difficili, ma pieni di amore e di passione, di risultati". Nei mesi trascorsi dall'insediamento del governo regionale - prosegue Antoci - non ho mai sentito nessuno, se non l'assessore Bernardette Grasso che ringrazio per le sue parole di stima. Ho assunto la Presidenza del Parco dopo dieci anni di commissariamenti, trovandolo depotenziato, mortificato e considerato un carrozzone, nonostante il valore dei suoi dipendenti e dei suoi dirigenti.

Giuseppe Antoci è stato l'autore del Protocollo di legalità per la gestione del Parco, documento inserito lo scorso settembre nel nuovo Codice antimafia: http://www.parcodeinebrodi.it/files/AMMINISTRAZIONE_TRASPARENTE/altri_contenuti/Protocollo_di_legalita.pdf . Antoci, che il 18 maggio 2016 subì un attentato (qualcuno sparò contro la sua auto e il presidente del Parco ne uscì illeso grazie alla blindatura della vettura e all'intervento della scorta), ringrazia chi gli è stato vicino in questi anni e, sarcasticamente, ringrazia anche il presidente della Regione siciliana: "Attraverso la mia rimozione e il relativo commissariamento del Parco, mi ha fatto comprendere, in maniera inequivocabile, da quale parte sta. Tutto questo non conta è prevalsa la logica, non di decrocettizzare, ma quella di lottizzare".

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