Nanorobot sconfiggono i tumori: i risultati della ricerca cinese

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Nanorobot sconfiggono i tumori: i risultati della ricerca cinese

Adesso sembra che oltre ad essere migliori amici i cani possono anche fare qualcosa di importante per l'uomo, ovvero aiutarlo nel combattere un tumore.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Biotechology.

"Gli autori hanno "dimostrato che è effettivamente possibile somministrare farmaci specifici usando bionanorobot biocompatibili, biodegradabili e basati sul DNA per terapie contro il cancro, che, una volta riconosciuto, sono in grado di fornire il farmaco specifico per poterlo trattare", ha commentato Suresh Neethirajan, bioingegnere all'Università di Guelph in Ontario, Canada". A sperarlo ed investirci sono ben 20 centri di ricerca americani di alto livello, che stanno concentrando i loro sforzi nello studio delle similarità di varie tipologie di cancro dei cani e degli esseri umani.

Un consorzio tra le prestigiose Duke university e North Carolina università si occupa specificamente di "Oncologia Comparativa", con l'obiettivo - spiega il loro "mission statement"- di "creare un'opportunità senza precedenti per lo sviluppo di nuovi strumenti diagnostici e terapeutici che possano beneficiare sia le persone che i cani colpiti da tumori".

"Ora è un gioco completamente diverso a causa dell'enfasi della genomica e dell'identificazione dei bersagli e dei biomarcatori", ha dichiarato Mark Dewhirst, vicedirettore presso il Cancer Institute. Proprio i cani sono animali colpiti con grande frequenza da tumori, dall'osteosarcoma al melanoma, ai tumori della prostata e del seno.

Recentemente Emily Brown una donna di 31 anni alla quale i medici avevano appena dato tre mesi di vita a causa di un tumore alle ossa, si è salvata grazie ad un trattamento immunoterapico sperimentato soltanto sui cani.

Si tratta di un passo avanti nel campo della nanomedicina, una nuova branca della medicina che, sostanzialmente, vede l'utilizzo di nanoparticelle di dimensioni molecolari, definibili come nanorobot, per diagnosticare o curare malattie. Ciascun nanorobot è fatto di un foglietto di Dna dello spessore di 90 per 60 milionesimi di millimetro (nanometri), alla cui superficie è attaccato l'enzima chiamato trombina e che diventa un'arma letale per i tumori.

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