Il mais OGM non è rischioso per la salute né per l'ambiente

Share

Il mais OGM non è rischioso per la salute né per l'ambiente

La notizie emerge da uno studio ventennale condotto da Scuola Superiore Sant'Anna e Università di Pisa. In particolare, i risultati sono stati pubblicati su "Scientific Reports" ed hanno riguardato gli effetti della coltivazione di mais transgenico, prendendo in considerazione 21 anni di coltivazione mondiale, tra il 1996 - anno di inizio della coltivazione del mais transgenico - e il 2016.

Risultato? Il mais OGM non è rischioso né per la salute né per l'ambiente. E la conferma arriva appunto dallo studio che i ricercatori della Scuola Superiore Sant'Anna e dell'Università di Pisa, hanno condotto con il coordinamento di Laura Ercoli, docente di Agronomia e Coltivazioni Erbacee all'Istituto. Tutti gli autori rilevano che "lo studio ha riguardato esclusivamente l'elaborazione rigorosa dei dati scientifici e non l'interpretazione 'politica' dei medesimi" e ritengono che i dati appena pubblicati permettono di "trarre conclusioni univoche, aiutando ad aumentare la fiducia del pubblico nei confronti del cibo prodotto con piante geneticamente modificate".

Ebbene, "lo studio dimostra che, dopo 21 anni di coltivazione del mais transgenico in tutto il mondo - ribadiscono gli esperti - non esiste alcuna 'evidenza significativa' di rischi alla saluta umana, animale o ambientale. Sono 20 anni che lo diciamo che non ci sono problemi".

"Per l'Italia gli organismi geneticamente modificati in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico del Made in Italy" conclude il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. Ad esempio, nel continente europeo, ricorda la Coldiretti, a coltivare mais ogm sono rimasti solo due Paesi: Spagna e Portogallo, e anche in questi casi si assiste a una contrazione della superficie coltivata (-4,3% nell'ultimo anno, analisi Infogm). "Anche Repubblica Ceca e Slovacchia - continua Coldiretti - hanno infatti abbandonato la coltivazione e si sono aggiunte alla lunga lista di Paesi "Ogm free" dell'Unione Europea". Si tratta di piante che danno un prodotto e il seme, per quanto vi siano utilizzazioni agricole anche delle altre parti del vegetale, è estremamente duttile e poliedrico, capace di dar luogo a numerose applicazioni sia nell'industria agroalimentare che mangimistica. Dimostra così, "in maniera decisa", che "il mais transgenico è notevolmente più produttivo (5,6-24,5%), non ha effetto sugli organismi non-target (non bersagli della modificazione genetica), tranne la naturale diminuzione del Braconide parassitoide dell'insetto dannoso target Ostrinia nubilalis - si legge in una nota della Scuola Sant'Anna - e contiene concentrazioni minori di micotossine (-28,8%) e fumonisine (-30,6%) nella granella", cioè nei chicchi.

Share

Pubblicità



© Molisedoc. Tutti i diritti riservati.