Bari, scoperto un traffico internazionale di rifiuti pericolosi: tre arrestati

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Bari, scoperto un traffico internazionale di rifiuti pericolosi: tre arrestati

L'inchiesta della procura di Bari sul traffico di rifiuti pericolosi che ieri mattina ha portato all'arresto di tre imprenditori - due italiano e un egiziano - riporta in primo piano un fenomeno criminale che nelle regioni del Mezzogiorno acquista dimensioni sempre maggiori.

In pratica, i soggetti indagati utilizzavano i rispettivi complessi aziendali (beni, mezzi e persone) per cannibalizzare i veicoli fuori uso (costituenti rifiuto) tagliandoli a pezzi, ottenendo parti di essi che venivano esportati tal quali, dichiarandoli falsamente come parti di ricambio, ossia non rifiuto, ma costituenti in realtà ancora rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, poiché commercializzati senza essere stati sottoposti alle operazioni di trattamento ossia bonifica e messa in sicurezza presso un centro di demolizione autorizzato. Sotto sequestro sono finite anche diverse decine di mezzi pesanti, e una serie di altri beni, per un valore totale che supera il milione e settecentomila euro.

L'accusa principale formalizzata agli indagati, nell'ambito dell'inchiesta "Cannibal Cars", è di traffico illecito transnazionale di rifiuti pericolosi e non, condotto tra Italia, Egitto, Iran e Libia.

Vecchie auto smontate, smembrate e rispedite in Africa e Asia. Proprio gli stessi indagati nelle intercettazioni definivano il materiale "munnizz", erano poi consapevoli di commettere attività illecita tanto che, in una conversazione, uno di loro dice "uccidi il forestale".

Numerose le fatture sequestrate corredate da dichiarazione nelle quali si attestava falsamente l'avvenuta "messa in sicurezza e bonifica mediante le operazioni di aspirazione degli olii e liquidi ivi contenuti e mediante smontaggio dei relativi filtri" ad opera di ditte specializzate. Inchieste che hanno portato all'emissione di 176 ordinanze di custodia cautelare, alla denuncia di 420 persone, coinvolgendo 72 aziende con oltre 3,5 milioni di tonnellate di rifiuti sequestrate. Sono state, inoltre, sequestrate false documentazioni utilizzate per presentare come parti di ricambio i rifiuti esportati.

L'attività di indagine è stata eseguita dai Forestali in collaborazione con il Servizio nazionale Antifrode dell'Agenzia delle Dogane.

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