Ancona, morto Giuseppe Giacconi: l'uomo che investì Michele Scarponi

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Ancona, morto Giuseppe Giacconi: l'uomo che investì Michele Scarponi

Giacconi, cinquantotto anni, era un piastrellista molto conosciuto a Filottrano, una piccola cittadina in provincia di Ancona, luogo in cui è avvenuto il tragico incidente in cui ha perso la vita il ciclista dopo essere stato travolto da un furgone mentre si allenava.

In paese dicono che Giuseppe si era chiuso in se stesso.

L'artigiano, infatti, era alla guida del furgone Fiat Iveco che travolse il ciclista marchigiano in via dell'Industria. Sono andato al funerale e forse solo allora mi sono reso davvero conto di che cosa fosse successo. In quei giorni Scarponi si stava allenando in vista dell'imminente inizio del Giro d'Italia, dove avrebbe corso con i gradi di capitano dopo l'infortunio capitato al suo compagno di squadra, Fabio Aru. L'artigiano subito si è difeso, spiegando di non averlo proprio visto. Una persona tormentata, al punto che anche il sindaco di Filottrano e il cardinale di Ancona, Menichelli, avevano speso parole di confronto nei suoi confronti: "Porta nel cuore un dolore - le parole del porporato il giorno del funerale di Scarponi - che ha segnalato la famiglia di Michele, preghiamo anche per questo". E continuerà a ripeterlo a tutti per mesi, anche a giudici che, giocoforza, lo avevano iscritto al registro degli indagati nell'inchiesta sulla morte del campione. Di certo la scomparsa di colui che mise fine alla carriera del grande campione delle due ruote per la disperazione della moglie e dei due gemellini (e come dimenticare il pappagallo Frank che lo accompagnava negli allenamenti e che ancora oggi staziona all'incrocio di una strada con la speranza di rivedere pedalare il suo padrone) è una storia di quelle che fanno riflettere e che lasciano tanti interrogativi.

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