Spotify citata in giudizio per $1,6 miliardi

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Spotify citata in giudizio per $1,6 miliardi

Questo è almeno quanto è emerso dalle indiscrezioni che sono state riportate dalla stampa finanziaria americana, ma nel frattempo Spotify sarà chiamata a difendersi in tribunale in quanto, riporta il Corriere.it, la casa discografica Wixen Music Publishing chiede un risarcimento, per presunta violazione del diritto d'autore, che potrebbe arrivare fino a 1,6 miliardi di dollari.

Per Spotify non è il primo problema legale in materia di licenze. Al momento il colosso non ha ancora risposto. Wixen non sostiene infatti che Spotify non abbia mai ottenuto una licenza per i brani, bensì che il tipo di diritti acquisiti dall'azienda di Stoccolma (tramite la Harry Fox Agency) non sia quello corretto per poter operare un servizio di streaming musicale. Questo vorrebbe semplicemente dire che Spotify, nel giro di pochissimi giorni, potrebbe annunciare questa operazione e comunicare una data di lancio per la sua IPO iniziale non troppo lontana.

In una dichiarazione rilasciata martedì pomeriggio, il presidente dell'Editore Randall Wixen ha chiarito che la società i suoi clienti non partecipano al Music Modernization Act introdotto a fine dicembre, che mira a semplificare la gestione delle licenze digitali. Non stiamo cercando un semplice indennizzo. Abbiamo stimato che i nostri clienti costituiscono tra l'1% e il 5% dei contenuti che questi servizi distribuiscono. Spotify ha più di 3 miliardi di dollari di entrate annuali e paga retribuzioni annue scandalose ai suoi dirigenti e milioni al mese per uffici ultra-lussuosi in varie città. Già lo scorso maggio era stata costretta a versare 43 milioni di dollari per bloccare una class action che vedeva vari cantautori riuniti (tra cui David Lowery e Melissa Ferrick). Contro un (ennesimo) contenzioso inciampa Spotify, piattaforma di streaming online più popolare al mondo con oltre 140 milioni di utenti attivi di cui 60 milioni a pagamento.

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