Riduzione rifiuti: in arrivo dalla Ue una tassa sulla plastica

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Riduzione rifiuti: in arrivo dalla Ue una tassa sulla plastica

A parlarne per primo è stato il commissario al bilancio Gunter Oettinger.

Oggi molti dei rifiuti degli imballaggi in plastica sono, per tradizione, portati su mercati esteri, Cina in primis, per il recupero delle materie prime seconde e il processamento. È in arrivo, infatti, una tassa nuova di zecca: la tassa sulla plastica per difendere mari, animali, pesci, mammiferi e paesaggi dall'inquinamento. La Commissione europea presenterà una proposta per l'introduzione di una tassa sulla plastica al fine di reperire risorse da destinare al bilancio europeo. Ancora non si sa a spese di chi sarà combattuta questa necessaria battaglia per un "mondo più pulito". La tassa andrà in ogni modo a sanare i bilanci delle casse europee, colmando in parte quel buco da 12-14 miliardi che si aprirà dopo la Brexit. Ciò in quanto, lo sanno tutti: ridurre il consumo della plastica è fondamentale per la sopravvivenza del nostro Pianeta e non c'è miglior modo di ridurre i consumi se non attraverso l'imposizioni di costi e tasse. Ma un'altra tassa - sugli imballaggi di plastica - stavolta sì voluta da Bruxelles, potrebbe essere dietro l'angolo.

La nuova tassa sembra dunque trovare una giustificazione che sembra avere fondamenta ma un punto ancora non è stato chiarito: la tassa graverà sulle spalle dei produttori o dei consumatori?

Dal 1 Gennaio però ci sarà un cambio di rotta: la Cina non ritirerà più i rifiuti plastici. "Dal 1° gennaio la Cina ha chiuso il mercato, non prende più plastica da riciclare", mentre nella Ue ne "utilizziamo e produciamo troppa, che nonostante il riciclaggio finisce nei rifiuti", ha detto il commissario, convinto che vada ridotta. "Non è infatti chiaro cosa andrà a colpire il balzello, se le componenti che si usano per fabbricarla oppure il prodotto finito, e se ci saranno esenzioni, ad esempio, per prodotti di uso quotidiano come i cartoni del latte".

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