Raciti: concessa la semilibertà all'ultrà condannato per omicidio

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Raciti: concessa la semilibertà all'ultrà condannato per omicidio

"Avverto il dolore della sconfitta, ma è la legge".

È stata infatti concessa la semilibertà a Daniele Micale, 30 anni, accusato insieme ad Antonino Speziale, di aver causato l'omicidio di Raciti. Così, all'Ansa, Marisa Grasso, vedova dell'ispettore Filippo Raciti sulla concessione della semilibertà a Daniele Micale, uno dei due ultrà condannati per la morte del poliziotto da parte del Tribunale di sorveglianza di Catania. Adesso Speziale è detenuto a Palermo, nell'istituto penitenziario di Pagliarelli. Sono stati i difensori di Micale, gli avvocati Eugenio De Luca e Matteo Bonaccorsi a richiedere la semilibertà del loro assistito. "Proprio poco prima di Natale - dice Tissone - la Commissione parlamentare antimafia ha approvato all'unanimità la relazione su mafia e sport, proponendo, tra l'altro, misure più rigide sul Daspo, attraverso termini di efficacia più severi, introducendo l'obbligo e non più la facoltà di imporre al destinatario di presentarsi agli uffici di pubblica sicurezza nel corso delle manifestazioni sportive; la Commissione ha inoltre proposto di valutare l'introduzione di misure, sul modello inglese, che consentano di trattenere temporaneamente soggetti in stato di fermo all'interno dello stadio".

Micale, oggi 30enne, esce di carcere al mattino per andare a lavorare per far rientro e trascorrere la notte in carcere. Già nei mesi scorsi aveva usufruito di alcuni permessi premio ed era stato ammesso al lavoro esterno svolgendo anche attività di volontariato.

Inoltre, sottolineano i giudici, non ha precedenti né carichi pendenti e "le neutre informazioni di Ps fanno ritenere che non sussistano attuali collegamenti con la criminalità organizzata".

Nessun provvedimento di riduzione pena è invece previsto per Antonino Speziale, l'allora ragazzo di 17 anni condannato a 8 anni per resistenza aggravata a pubblico ufficiale e omicidio preterintenzionale dell'ispettore capo di polizia Filippo Raciti durante gli scontri, al Massimino, del derby Catania-Palermo del 2 febbraio 2007. Che penserà la famiglia di chi rappresentava la giustizia, l'ispettore della polizia di Stato Filippo Raciti.

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