Morto in cella, resuscita sul tavolo dell'autopsia: salvato perché russava


Morto in cella, resuscita sul tavolo dell'autopsia: salvato perché russava

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Morto in cella, resuscita sul tavolo dell'autopsia: salvato perché russava

Lo avevano dato per morto, ma era vivo.

Riunchiuso in una sacca mortuaria e successivamente in una cella frigorifera, Gonzalo era decisamente morto. Jimenez aveva mancato il primo appello dei reclusi, gli agenti penitenziari del carcere di Villabona: quando sono andati a cercarlo nella sua cella, al modulo 8, il 29enne era seduto sulla sedia, cianotico e in stato di incoscienza.

Trasferito in terapia intensiva in ospedale, il mattino dopo l'uomo è letteralmente resuscitato. Otto dopo i battiti del polso erano inesistenti.

L'autopsia disposta dalla Procura, effettuata nella mattinata di ieri all'istituto di Medicina Legale al Policlinico Giaccone di Palermo, non ha chiarito i dubbi sulla dinamica della morte di Palimaru Catalin, il pastore romeno trovato senza vita nelle montagne di Portella della Ginestra. Inutili i tentativi di rianimarlo, tanto che al medico del carcere non è rimasto che certificare il decesso "senza circostanze sospette", confermato dopo la constatazione del "rigor mortis" anche da altri due sanitari della commissione giudiziaria. Così stato portato in ambulanza all'ospedale di Asturias, dove è ricoverato e piantonato dalla Guardia Civile.

Non ci sono segni di violenza o lesioni compatibili con un litigio violento sul corpo di Angela De Rosa, la 20enne di Catino morta il 6 gennaio scorso a seguito delle ferite riportate dopo aver infranto la vetrata d'ingresso del palazzo dove abitava.

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