Molestie al liceo Tasso, sms hot alle studentesse: professore indagato

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Molestie al liceo Tasso, sms hot alle studentesse: professore indagato

Intervistato dal Corriere della Sera, il professore di storia e filosofia ha spiegato che "l'intera vicenda è un grande equivoco". Continua Maurizio Gracceva: "Quei messaggi sono stati fraintesi".

A quanto pare, però, i messaggi inviati non avrebbero bisogno di molte spiegazioni: si tratterebbe di messaggi indiscreti, di natura personale e via via sempre più spinti, che l'uomo avrebbe scambiato con le sue studentesse su una popolare applicazione di messaggistica, Whatsapp. La sua materia, la filosofia, invita a interrogarsi: "forse è sembrato naturale rappresentare i propri problemi al loro insegnante".

La prima a denunciare il professore di storia e filosofia è una studentessa di 17 anni. Alcune studentesse prendono coraggio e denunciano il fattaccio: al momento sono ovviamente solo accuse, ma sono arrivate da più parti, sia minorenni che maggiorenni. "Sono irrinunciabili un codice deontologico per i docenti e chiari e severi provvedimenti in casi di stalking e molestie", conclude.

Tutti i messaggi che inviava, memorizzati nei cellulari delle ragazze, sono stati acquisiti dagli inquirenti e sono agli atti nel fascicolo dell'indagine. I messaggi non richiedono sforzi interpretativi, sono tutti perfettamente espliciti. Whatsapp serviva a veicolare le avance del docente.

A breve dovrà presentarsi davanti al pm Francesca Passaniti per essere interrogato.

Per ora non ci sono gli elementi e gli estremi per le violenze sessuali: sarebbero infatti solo proposte, messaggi e allusioni sessuali, ma nessun coinvolgimento diretto. "Presumo che il livello di confidenzialità sia stato equivocato". Che nessuno abbia mai sospettato che dietro all'imbarazzo e strani comportamenti delle studentesse, ci potesse essere una reale motivazione che andava oltre ai "soliti" difficili anni dell'adolescenza?

La notizia del professore molestatore ha scosso il mondo di quella Roma bene che manda i figli nell'istituto dove hanno studiato personalità politiche come Giulio Andreotti, Walter Veltroni e Paolo Gentiloni fino a personaggi dello spettacolo come Carlo Verdone.

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