Lorenzin e il duello sulla Margherita: "Martedì il logo, non siamo furbetti"

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Lorenzin e il duello sulla Margherita:

Superata la strettoia dell'incidente - diplomatico e politico - con Emma Bonino e "+Europa", nell'alleanza democratica spunta un altro problema, quello di Civica Popolare, cioè la mini-formazione centrista che raccoglie un po' di Udc, un po' di alfaniani e un po' di Italia dei Valori e che sarà guidata dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin. Per sciogliere il nodo del simbolo? Ma la coppia Dellai-Lorenzin è convinta di poter trovare una soluzione e presenterà il prossimo martedì 9 gennaio quello che sarà il logo della nuova lista alleata del Pd alle elezioni del 4 marzo. Non è l'unica questione che in questa corsa elettorale Dellai ha con i simboli. Il Pd si troverebbe corresponsabile di un abuso politico grave se ammettesse, con la propria coalizione, che il grande e generoso contributo dato dalla Margherita venga utilizzato contro la volontà inequivocabilmente espressa dalla Margherita. E anche qui, come con Rutelli, si è scontrato contro un'obiezione ferrea: il simbolo di Centro democratico è di Tabacci. Lo dice al telefono Lorenzo Dellai, tra i promotori di Civici Popolari, che assicura che il simbolo del nuovo soggetto (quello della Margherita trentina già usato nelle elezioni del 2013) "non rischia di confondersi con quello della Margherita di Rutelli", al quale però indirizza una battuta polemica: "lo spazio politico non lo si può brevettare".

A spegnere il fuoco del dibattito, al netto della diffida lanciata dal collegio dei liquidatori della Margherita, ci ha pensato la stessa Lorenzin: "Con la lista Democrazia e Libertà-La Margherita, non c'è nessun tentativo furbetto di appropriarsi del simbolo di nessuno". Mi auguro che si chiarisca rapidamente. "C'è soltanto il rispetto doveroso verso la sensibilità di nuovi compagni di viaggio, che chiedono legittimamente di utilizzare ognuno di loro i simboli della propria identità già usati alle precedenti elezioni politiche". Se si cerca, in realtà, quella margherita non si vede a occhio nudo perché, controbatte Roberto Montesi, presidente del collegio dei liquidatori della Margherita, "erano pochi millimetri sulla scheda elettorale, inserita nella Stella Alpina della Südtiroler Volkspartei".

Ora la Lorenzin, tramite Lorenzo Dellai, uno storico componente della Margherita, ha riproposto il simbolo floreale sia pure con meno petali, affermando che lo mutua non dal partito fondato da Rutelli ma da una esperienza politica assolutamente minoritaria e locale del 1999 che si chiamava "Unione per il Trentino" sempre dello stesso Dellai, che risulta proprietario del simbolo. "Ci prendiamo qualche giorno per affinare il simbolo, che manterrà il riferimento al fiore, ma più stilizzato, sottolineando meglio la leadership di Lorenzin". "Basta aprire, anche in questo caso, il sito elettorale del Ministero dell'Interno: il buon raccolto di quella Margherita fu di 821.281 voti (farebbero molto comodo, oggi, a diversi protagonisti elettorali.)".

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