L'Oms conferma: "La dipendenza da videogame è una malattia"

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L'Oms conferma:

Lo annuncia l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Prima di tutto il disturbo, affinché venga diagnosticato, deve protrarsi per un periodo di tempo più lungo di 12 mesi e rappresentare un vero e proprio pericolo per la salute del videogiocatore, campanelli d'allarme possono essere: smettere di mangiare, bere e dormire e l'ipercontrollo sul gioco; in secondo luogo il continuo bisogno di acquistare giochi e consolle è di per sé già un segnale che qualcosa non va. Il disordine al gioco è definito nella bozza dell'undicesima revisione della classificazione internazionale delle malattie (ICD-11) come un modello di comportamento di gioco ("gioco digitale" o "videogioco") caratterizzato da un controllo compromesso sul gioco, priorità crescente data al giocare su altre attività nella misura in cui il gioco ha la precedenza su altri interessi e attività quotidiane, e la continuazione o l'escalation dei giochi, nonostante l'insorgenza di conseguenze negative.

Oggigiorno persone di ogni età, sesso e classe sociale utilizzano videogiochi nel tempo libero. L'inserimento nella lista ufficiale delle malattie riconosciute dall'Oms è comunque un passo fondamentale per diversi motivi: ad esempio sul fronte della raccolta dei dati, della elaborazioni di statistiche e trend, dell'individuazione di metodi uniformi per la diagnosi e la cura. Ma come si manifesta?

Nel 2018 la "dipendenza da videogiochi" verrà inserita tra le nuove patologie psichiatriche.

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