Latte in polvere per neonati contaminato da salmonella: scandalo "mondiale"

Share

Latte in polvere per neonati contaminato da salmonella: scandalo

Sono ancora in corso accertamenti, per vedere se nel frattempo altri bambini sono stati contaminati (la salmonella può risultare mortale per i neonati), anche nei Paesi all'estero, come il Marocco e Taiwan, dove quel latte è finito.

I distributori, inoltre, non dovranno selezionare i prodotti per trovare la polvere contaminata in quanto "tutto deve essere rimosso dagli scaffali". Tuttavia il prodotto incriminato, che proviene dallo stabilimento di Craon, nel nordovest della Francia, è rimasto sugli scaffali di molti supermercati continuando a essere regolarmente venduto nonostante l'allarme lanciato dalle autorità.

Il gigante lattiero-caseario aveva già annunciato a dicembre il ritiro di tonnellate di latte in polvere dopo che circa 30 neonati che avevano bevuto il prodotto di Lactalis si erano ammalati di salmonella.

Lactalis non ha potuto smontare una notizia di simili proporzioni ed è stato lo stesso Ceo, Emmanuel Besnier, a delineare i tratti di un grave problema che ha coinvolto oltre 12 milioni di confezioni di latte in polvere commercializzati in 83 nazioni diverse: c'è stata una contaminazione da salmonella.

E mentre alcuni marchi della grande distribuzione ammettono errori nella "messa al bando" dei prodotti, ma scaricano la responsabilità su Lactalis per aver trasmesso in modo errato i riferimenti dei prodotti a rischio, le associazioni dei consumatori si preparano a una maxi-causa contro il colosso francese. Carrefour ha ammesso di aver venduto 434 confezioni di latte per bambini prodotte da Lactalis che avrebbero dovuto essere ritirate e Systeme-U ha ammesso di averne vendute 384.

Per le sanzioni il ministro ha rimandato alla giustizia, che il 22 dicembre ha aperto un'inchiesta preliminare con una serie di ipotesi di accusa fra cui "frode aggravata" e "mancata esecuzione di una procedura di richiamo".

Uscendo dal suo silenzio, Emmanuel Besnier, che in precedenza non si era espresso a proposito della vicenda che aveva minato la sua compagnia, ha anche promesso di risarcire "tutte le famiglie che hanno subito danni". Il Canard Enchainé ha scritto che i controlli sanitari dei veterinari non sarebbero stati conformi alla legge negli ultimi anni. Alcuni marchi della grande distribuzione, come Intermarché, e in alcuni casi deciso di non vendere più nessuno dei prodotti del gruppo.

Share


© . Tutti i diritti riservati.