La stangata contro le sigarette elettroniche: ecco gli aumenti record

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La stangata contro le sigarette elettroniche: ecco gli aumenti record

Da gennaio i liquidi per ricaricare le sigarette elettroniche passano sotto il controllo al Monopolio di stato che ha imposto una tassa fissa di 0,37344 euro più Iva per ogni millilitro; vale a dire circa 5 euro ogni flacone da 10 millilitri di liquido da vaporizzare con o senza nicotina.

E' ovvio il tentativo di far cassa su un mercato che conta oggi 1,5 milione e mezzo di consumatori, 3500 operatori, un indotto da 30mila posti di lavoro e un valore annuale da 300 milioni di euro. La differenza è notevole: fino al 31 dicembre un consumatore spendeva per una boccetta 2,50 euro, adesso 7,50. Un duro colpo per i produttori per i quali si spegne anche la speranza di uno sconto sulle pretese del Fisco relative al pregresso, quando dal Tar - dopo tre anni di battaglie legali - avevano ottenuto una sospensiva degli atti basati sull'equivalenza impositiva dei liquidi di inalazione rispetto alle "bionde".

Il 2018 è l'anno nero dei consumatori di sigarette elettroniche.

In Italia è partita la caccia all'ultima scorta di liquidi, la cui vendita online è addirittura stata proibita, a favore dei negozi fisici specializzati e dotati dell'autorizzazione del Monopolio.

La tassazione delle sigarette elettroniche priva inoltre i cittadini della possibilità di acquistare materiale online: questo provvedimento è scattato durante lo scorso mese di dicembre e sono tantissimi i siti che stanno venendo oscurati dai Monopoli, al momento è illegale anche l'acquisto da siti esteri. Per questo si sono battuti fino all'ultimo affinché fosse tassato il contenuto di nicotina dei fluidi e non i fluidi in sé.

Eppure non tutti i paesi trattano le sigarette elettroniche come avviene in Italia. Linda Bauld, professore di politica sanitaria presso l'Università di Stirling e vicedirettore del Centro britannico per gli studi sul tabacco e l'alcol ha scritto sul Guardian: "Le sigarette elettroniche sono meno dannose del fumo perché non contengono tabacco". Una posizione maggioritaria tra i sudditi di Elisabetta, tanto che a inizio 2017, la Royal Society for Public Health ha diffuso un video nel quale si sostiene che la sigaretta elettronica abbatte del 95% i danni rispetto a quelli della sigaretta di tabacco.

Per Michael Siegel, docente della Boston University School of Public Health "è fuori discussione che il vaping sia molto più sicuro del fumo".

I requisiti fondamentali, affinché questi prodotti possano essere considerati delle valide alternative, è che presentino un profilo complessivo, tra rilascio di nicotina ed esperienza sensoriale, che soddisfi il fumatore.

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